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Diario
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9 settembre 2009

... e vissero tutti felici e contenti. Ma proprio tutti?

Finalmente è terminata l'epopea che ha tenuto col fiato sospeso una nazione intera: quella della TIM band, con una indimenticabile regia di Gabriele Muccino.
Riassumiamo:
C'è questa band composta da un biondino (Alan, batterista), uno sfigato (Marco, cantante e chitarrista), e un ragazzo di colore (Luca, bassista). I tre hanno un sogno: sfondare con la loro band. Il che già sembra difficile, visto che in repertorio hanno un solo pezzo: "cooon teeee, partiròòòòòòò". Ma diamogli una chance.
L'unica vera particolarità della band è che nessuno ha talento. I tre, per venti secondi di spot sono stati venti ore al trucco, e si vede. Hanno lo sguardo vuoto di chi è sotto LSD. Quindi quando fanno finta di fare gli scavezzacollo pieni di vita non gli credi neanche per un attimo.
E la tua voglia di dargli una chance diminuisce man mano che aumenta la nausea per il tormentone: "cooon teeee, partiròòòòòòò".

Ma seguiamo le gesta dei tre (anzi dei due, perché Luca non si sa bene perché sia lì. Secondo me il basso non è neanche attaccato all'ampli). Marco è triste perché la sua ragazza, Valentina, lo ha lasciato. Mentre stanno andando al pub a suonare, li lascia anche il tastierista. Tutto volge per il peggio, chiamano il pub per disdire la serata, ma risponde Fiammetta che dice "tranqui raghi, le tastiere ve le suono io". E tutti giù a pensare male.
Come fa Fiammetta a suonare, quella stessa sera, dei pezzi che non conosce, con un gruppo che non conosce? Sorvoliamo.
Insomma i tre arrivano Fiammetta è una biondina, bella che sembra finta (come tutti, del resto), e fanno a gara a chi è più brillante.
Vince a mani basse Alan, che dice "ti chiami Fiammetta? Ecco perché ho caldo. Ah ah ah.".
Fiammetta è tutta contenta e troieggia del più e del meno con qualsiasi forma di vita gli capiti a tiro.

La sera, colpo di scena. Dopo il concerto, anzi il pezzo, anzi i tre secondi "cooon teeee, partiròòòòòòò", Marco e Fiammetta si guardano. Alan vorrebbe ucciderli entrambi con le bacchette della batteria, ma fa il vago. Quando, sorpresa! Fra il pubblico c'era Valentina, l'ex di Marco, che vede questo sguardo complice, e scappa in lacrime. Marco è disperato. Per colpa della troietta bionda ha perso il suo grande amore. Lo spettatore non si capacita come Marco possa essere ancora innamorato di una ragazza sì brutta.
FINE PRIMO ATTO.

SECONDO ATTO.
Nel secondo atto succedono un po' di cose, la storia oscilla fra l'enfatico, il retorico, l'inutile, il promozionale, il didascalico, il rivoltante, tutto accompagnato dall'immancabile "cooon teeee, partiròòòòòòò". Dopo aver troieggiato con tutti i membri della band, Fiammetta si dedica al troieggio con qualche sconosciuto, una sconosciuta, e una spigola del Mediterraneo. Dopodiché, tutti i nodi vengono al pettine nel terzo atto.

TERZO ATTO.
L'ultimo spot. I quattro (Marco, Alan, Luca e Fiammetta) sono in una sala a registratre il loro secondo pezzo "sooognii, riempiranno gli occhiii" (un testo che Leone di Lernia non avrebbe saputo scrivere meglio). Incredibile ma vero: irrompe nella sala nientemeno che Valentina!!!! E' ancora più cozza di quando l'abbiamo vista la prima volta, e vuole tornare con Marco, che è tutto contento. Usciti dalla sala, Alan salta addosso a Fiammetta (col seguente scambio: "E' bellissimo!" "Sei bellissima tu."), che non sa resistere a una tale carica di inutilità cosmica. Alan non si rende conto che a breve dovrà alzare tutti gli stipiti delle porte. Sì perché se sei una troietta, rimani troietta anche dopo che ti sei sistemata.

Quindi alla fine le coppie sono: Marco con Valentina, Alan con Fiammetta. Benissimo.

E LUCA??? Il ragazzo di colore rimane senza ragazza? Che, vogliamo rispedirlo a raccogliere il cotone??

Allora le cose sono due: o lo sceneggiatore è un incapace (ma questo si era già capito), oppure la saga della TIM band veicola volutamente un messaggio razzista (il nero è intutile all'inizio, rimane inutile fino alla fine, infatti sta senza donna).
In entrambi i casi, assisto all'epilogo dell'epopea con la stessa nausa con cui ne ho seguito (mio malgrado) le gesta.

A proposito: se qualcuno mi chiedesse che gestore ho per il mio cellulare, sarei costretto a dire la verità: TIM.


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permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 9/9/2009 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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