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15 settembre 2009

Anatemi benedetti

Ieri pomeriggio, come tutti i 14 settembre da tredici anni a questa parte, sono andato in chiesa. Non lo faccio per me ma per motivi familiari, e perché il più delle volte il bene che voglio ai miei nonni sopravanza la mia naturale intransigenza.
Immaginatevi cosa può succedere quando il prof. Woland entra in una chiesa: di solito iniziano a bollire le acquasantiere, i muri si crepano, e i santi negli affreschi cambiano espressione.

Durante la predica, il prete ha rivolto una domanda diretta al pubblico: "qual è l'ornamento più bello che si può mettere in una casa, in una scuola, in qualsiasi luogo?" Io, fra me e me, penso:
1) i fiori.
2) con un concetto un po' più esteso di "ornamento", l'amore.
3) non so, un poster della copertina di
Sheik Yerbouti?

Per fortuna ce lo svela il prete: l'ornamento più bello è la croce. Chiaramente, sopra alla croce devi metterci un Cristo agonizzante. E sì insomma, per il tuo buonumore e per abbellire il tuo ambiente di lavoro, non c'è niente di meglio che una fedele riproduzione di uno strumento di tortura e di morte, con sopra un cadavere.

Ogni tanto ci penso: se a Gesù fosse stata tagliata la testa, le chiese sarebbero piene di riproduzioni di ghigliottine. Se a Gesù fosse stata praticata un'iniezione letale, oggi entrando in chiesa ci si dovrebbe fare il segno della siringa.
E comunque sarebbero simboli di cose che uccidono, ma senza torturare: sulla croce invece si moriva per il dolore e per il lento soffocamento. Invero un bel simbolo.

Poi l'omelia ha raggiunto il suo top: l'anatema contro i bestemmiatori. Il prete ce l'aveva talmente tanto con chi bestemmiava che, nella sua escalation di odio, è arrivato a dire: "ora, è solo Dio che giudica, ma... chi bestemmia non si salva, eh".
Lo ascoltavo con gli occhi sgranati, ma il meglio è arrivato dopo. Riporto le sue parole tesuali:

"Una volta mi hanno chiamato in una casa dove c'era un bestemmiatore incallito. Io gli ho detto di smettere, lui mi ha risposto -và via, prete.- (e qui sembrano i dialoghi del Piccolo Diavolo di Benigni, ndr). Io gli ho urlato -smetti di bestemmiare!-, e lui di nuovo mi ha cacciato. Allora ho preso un crocifisso e gliel'ho messo in bocca (il crocifisso, spero, ndr), e gli ho detto -BACIA! BACIA IL CROCIFISSO!! ADORA GESU'!!- (qui invece i dialoghi sembrano direttamente quelli dell'Esorcista, ndr). E lui... lui... lui ha detto una bestemmia che le mie orecchie non avevano mai sentito. In quel momento: PAM, secco."

Io non riuscivo a credere alle mie orecchie. Il prete si stava compiacendo che un bestemmiatore è morto davanti ai suoi occhi, con una bestemmia in bocca? Ma il meglio deve ancora venire. Prosegue il prete:

"Immediatamente, il suo cadavere è diventato nero come un tizzone. I familiari mi hanno chiesto -che sta succedendo?-, e io gli ho risposto -bah. E' andato all'inferno-."

Giuro, questa cosa è successa ieri pomeriggio in chiesa. Potrei commentarlo per pagine e pagine ma forse non ce n'è bisogno. Vorrei solo lanciare un messaggio a tutti i cattolici che mi leggono: ragazzi, ripensateci. Non è mai troppo tardi.

Due curiosità:

1) pare che Ratzinger abbia modificato lo "scambiamoci un segno di pace". Prima ti davi la mano con un po' di gente, ora lo puoi fare con una persona sola: quella più vicina a te. Perché Ratzi presuppone che se tu ti sei messo lontano da un'altra persona, vuol dire che non ci stai in buoni rapporti, e dargli la mano in chiesa sarebbe da ipocriti. E il Papa è uno che di ipocrisia se ne intende.

2) fuori dalla chiesa, una signora mi ha raccontato la seguente barzelletta sui bestemmiatori:
Un gruppo di frati sta zappando l'orto. Uno si dà la zappa su un piede e gli scappa un "per la Madonna!". Si rende conto del peccato mortale che ha commesso, ma viene salvato dagli altri che, in coro, urlano "hip hip, urrà!"

(A me ha fatto ridere. Sarà che ero reduce dall'omelia di cui sopra, e avrei riso anche nel vedere una macchina che si parcheggiava)

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