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29 settembre 2009

Graham Chapman e i Monty Pythons - part 1/2

Ciao a tutti,
il blog ha tre settimane di vita, voi siete molti, io mi sono schierato abbastanza, ora possiamo iniziare a divagare.
Ho deciso di spezzare la storia di Graham Champan in due, per agevolarne la lettura. Oggi la prima parte, domani la seconda.

Graham Chapman è stato fondatore dei Monty Pythons, insieme a John Cleese, Eric Idle, Micheal Palin, Terry Jones, e Terry Gilliam. I sei costituivano un gruppo comico inglese attivo negli anni '70. Siamo nel 2009, e i Monty Pythons rimangono tuttora insuperati per quanto riguarda la comicità di situazione, il paradosso, e soprattutto la satira su temi come la religione, il sesso, la società, la politica... e la morte.
Indimenticabile lo
sketch del pappagallo morto, che toglie il concetto di morte dall'ottica ossequiosa e terrorizzata della retorica ufficiale, per metterlo apertamente in ridicolo. La parte interessante è fino a 3':17'', poi diventa lungo. (Per inciso: la traduzione "sarebbe bello che sepolto" in realtà è "starebbe concimando le margherite"). Lo sketch è giocato fra John Cleese e Micheal Palin, ma alla fine del filmato entra in scena proprio Chapman vestito da generale. Se non fosse stato per lui, lo sketch sarebbe stato su una macchina, e non su un pappagallo, perdendo così tutta la sua forza.

Per non parlare del film Brian di Nazareth: Graham Chapman interpreta la vita di Brian, nato nell'anno 0, e che conduce una vita parallela a quella di Gesù. L'intero film, come è immaginabile, è infarcito di richiami alla vita di Gesù, in chiave comica e dissacrante.
Per intenderci: un film del genere OGGI non potrebbe mai essere né prodotto né tantomeno distribuito.
Alla fine del film, Brian viene crocefisso, insieme a un'altra ventina di persone. Tutti quelli che potrebbero salvarlo si presentano alla croce, ma non lo salvano. Brian è disperato. Proprio quando sembra tutto perso, prende la parola un crocefisso vicino a lui (Eric Idle) che gli canta una canzone:
"always look on the bright side of life", coinvolgendo in un coro tutti gli altri condannati.
Per me è uno dei momenti più poetici di cinema di tutti i tempi.

Si sono giustificati così: "noi non ci siamo mai posti lo scopo di offendere deliberatamente, a meno che non sentissimo che fosse necessario. E, nel caso di alcune ben note religioni, sentivamo fosse necessario".
I Pythons, e Champan in particolare, dissacravano TUTTO. Per molti, me compreso, lo sketch
"every sperm is sacred" è un manifesto intellettuale.
Guardatelo. Da 5':07'' a 5':21'' vengono i brividi anche a voi? Ora immaginatelo su Raiuno in prima serata. Ed ecco la prova che, almeno nella vostra testa, un altro mondo è possibile.
A questo video c'è un seguito, in cui Graham Chapman spiega a sua moglie (Eric Idle) che, visto che sono protestanti, loro potrebbero usare preservativi di ogni genere. Questo è
il link, ma non l'ho trovato sottotitolato, per cui è in inglese.

La stessa vita privata di Graham Chapman era particolarmente controversa: fu il primo artista in Inghilterra a dichiarare pubblicamente la sua omosessualità. Siamo nei primi anni '70. Durante una trasmissione radio sui Pythons, un'ascoltatrice dichiarò che "persone simili (gli omosessuali, ndr) non dovrebbero essere autorizzate a vivere". Le rispose Eric Idle: "grazie, signora. Abbiamo subito capito a chi di noi si riferisse, e lo abbiamo ucciso".
Oltre al clamore per i suoi costumi così rivoluzionari, ulteriori problemi furono dovuti al suo alcolismo. Ci fu un periodo in cui Chapman non riusciva neanche a lavorare, a causa dell'ubriachezza e delle convulsioni. Con enormi sforzi, riuscì a disintossicarsi, ma i problemi non erano finiti.

Nel novembre del 1988, Graham Chapman andò dal medico per una tonsillite. Gli viene diagnosticato un cancro alla gola. Morì un anno dopo, con a fianco Jonh Cleese e Micheal Palin.
Ed è proprio qui che la storia diventa, se possibile, ancora più poetica. La continuo domani. Così finalmente si ricongiungerà con quella di
Barry Delaney, che ho raccontato qualche giorno fa.

(a termine di questo post, un ringraziamento dovuto a un mio vecchio amico, Umberto Ledda, senza il quale sarei arrivato ai Pythons troppo tardi).

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