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2 ottobre 2009

Catalogo irragionato di obiezioni sulla libertà

Tra mille polemiche, anche ieri è andato in onda Annozero. "Il Fatto" oggi racconta che c'è stata una diffida dell'ufficio legale Rai e di Rai2 (legate alla presenza di Patrizia D'Addario), tanto per creare un clima di serenità, ma che Santoro sia andato in onda lo stesso.
Tant'è. Ci avete fatto caso che la D'Addario non ha mai sorriso? In realtà non l'ho MAI vista sorridere. Cerco su google
le sue foto: qualche sorriso sa farlo! Forzato e innaturale, certo, ma ce la può fare.
Coraggio Patrizia! Se le barzellette di Berlusconi non hanno strangolato per sempre la tua voglia di ridere, ritrova il buonumore che ti contraddistingueva quando uscivi da Palazzo Grazioli con la promessa di un aiuto infulente per il tuo agriturismo!
Il contrario Barbara Montereale. Lei ride sempre, mentre chiama Briatore e Berlusconi per nome. Mitica.
(un giorno scriverò un post su tutte queste donne.)

Ma torniamo alle questioni di principio che tanto mi deliziano. Veniamo a capo di alcune obiezioni comuni, che si sentono in giro, volte a dimostrare che l'Italia sarebbe una perfetta democrazia dove tutti possono esprimersi liberamente.

1) "In Italia la libertà d'opinione è garantita, vedi? Santoro è ancora in onda".
Mi ricorda quei parlamentari che, all'inizio del fascismo, dicevano "l'Italia è una democrazia, vedi? Matteotti è ancora vivo".

2) "il giorno che censureranno Santoro, allora inziamo a ragionare di dittatura".
No. Il giorno che censureranno ANCHE Santoro, saremo già un Paese in guerra civile, e sarà troppo tardi per ragionare.

3) "Santoro è fazioso perché attacca sempre una parte sola".
Non mi interessa fare la difesa di Santoro, mi limito a rilevare che raccontare dei fatti non significa attaccare. Ed è proprio il sistema informativo italiano con la sua omertà consolidata ad aver reso rivoluzionario un semplice racconto di cose vere.

4) "Non sopporto Santoro, sarei contento se lo chiudessero (variante: non sopporto Sabina Guzzanti, e sarei contento se la censurassero)". Corretto poi in: "Non sopporto Santoro, sarei contento se lo sostituissero con un giornalista più equilibrato".
Premesso che questa obiezione tradisce un pensiero tipicamente cattolico/fascista, sullo schema "questo non piace a me = questo non deve vederlo/farlo nessuno", la domanda che porrei è: chi è un giornalista più equilibrato? Uno che fa meno domande? Uno che non invita la D'Addario? Uno che non parla dello scudo fiscale e dell'emendamento Fleres? Uno che non parla dello sporco giro di prostituzione che girava intorno a Palazzo Grazioli, col suo seguito di raccomandazioni, candidature e nomine? Forse bisognerebbe sostituire la parola "equilibrato" con la parola "comodo".

5) "In Italia ci sono più giornalisti di sinistra che giornalisti di destra: ci sono più trasmissioni che attaccano Berlusconi che trasmssioni che attaccano quegli altri".
Il problema è che in Italia ci sono pochi giornalisti liberi. Il buon giornalismo non viene fatto per attaccare questo o quell'altro, ma per raccontare dei fatti, in modo che chi li ascolta possa farsi un'idea. Per quanto riguarda le trasmissioni: non sono solo Porta a Porta o Matrix, o TeleCamere, o il Tg4, o il Tg5, o Studio Aperto, a favorire Berlusconi. Sono anche tutte quelle tramissioni che non dicono. Che parlano d'altro. Che distraggono. Parlo del Tg1, dei reality, dei giochi a premi, etc. Del resto, se il Presidente del Consiglio controlla 5 televisioni su 6, le chiacchiere stanno a zero. Argomentare che in Tv c'è libertà è da ingenui.

6) "L'antiberlusconismo favorisce Berlusconi".
No. A favorire Berlusconi è questa indifferenza ignorante e qualunquista.

7) "Questo tipo di giornalismo porta voti a Berlusconi".
Bene, allora perché si dà tanto da fare per chiuderlo? "Perché comunque gli dà fastidio". Mmm. Interessante. E' come sostenere che Berlusconi ha una macchina che stampa soldi legalmente, ma la vuole spegnere perché gli dà fastidio il rumorino che emette. E' una cosa talmente ridicola che farebbe ridere perfino la D'Addario.

8) "Io non sopporto i tifosi, da una parte né dall'altra. Gli antiberlusconisti mi fanno venir voglia di votare Berlusconi".
Chi parla così è il primo tifoso. Tifoso inconsapevole, quindi ancora più invasato e pernicioso. Tifoso del quieto vivere, della pastetta, del qualunquismo (rubano tutti - non ruba nessuno), dell'oscurantismo, tifoso dell'anti-antiberlusconismo (che non vuol dire berlusconismo, beninteso).

9) "Gli italiani si sono stancati di risse".
Vorrei rispondere: sonoramente sticazzi. L'informazione non viene fatta per compiacere il popolo, ma per dire la verità. SPECIALMENTE se è scomoda.
George Orwell diceva: "la libertà di stampa consiste nel dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". Ma in quest'Italia ormai assuefatta ai conflitti d'interessi, sembriamo essercene dimenticati.

Tutte queste obiezioni nascono da un equivoco di fondo. Chi è nato dagli anni '80 in poi (io sono del 1980, ma ho studiato) è ABITUATO a sentire Berlusconi farsi intervistare da giornalisti iscritti al suo libro paga.
A sentir delegittimare l'interlocutore per non entrare nel merito delle questioni che pone ("hai una macchia sulla cravatta." "stai zitto tu, che ieri hai messo una giacca che faceva schifo". 1-1, pari e patta, ma rimane il fatto che la prima persona ha una macchia sulla cravatta).
A pensare che, se Tizo indaga su Caio, allora Tizo è pregiudizialmente contro Caio.
A ricondurre tutto sull'odio personale per delegittimare il fatto oggettivo.

E questi sono quelli che dicono di non sopportare i tifosi!
Se poi ti senti intellettualmente superiore, perché leggi, studi, ti informi e capisci, allora sei il solito sinistroide radical-chic che fa vincere Berlusconi. Sono in grossa crisi. Come se ne esce?

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