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Diario
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6 novembre 2009

Se fosse stato impiccato?

Ieri è apparso sul "Fatto Quotidiano" un articolo di Marco Travaglio, intitolato "Ma io difendo quella croce", in cui Travaglio spiega perché lascerebbe il crocifisso nelle aule scolastiche.
Ora l'articolo si può trovare anche online,
a questo link.
Io gli ho risposto in 4 commenti (perché in un commento solo non c'entrava tutto), ho deciso di metterli insieme e farne un post.

Concordo sul fatto che i peggiori nemici del crocefisso sono proprio i chierici e i clericali.
Concordo che le argomentazioni degli intellettuali e dei politici per lasciare il crocifisso sono insopportabili.
Dissento sul resto.

"Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale... ".
Veramente non proprio. Si parla di lui (a parte brevi altri accenni) solo nei Vangeli. Ma chiaramente non è questo il punto. Andiamo avanti.

"... morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula".
Come, ad esempio, Socrate. Allora che facciamo, mettiamo i ritratti di ogni persona che ha preferito un'onorevole morte rispetto a una vita paracula? Ce ne sono tanti: Giordano Bruno. Eccetera. Perché Cristo sì e gli altri no? Perché chiaramente Cristo simboleggia ALTRO.

L'esempio di "laicità e gratuità".
Vogliamo lasciare il crocifisso per ribadire il concetto di laicità??? Su.
Gratuità: nemmeno. Gesù non l'ha fatto per gratuità. L'ha fatto per FEDE. Come, ripeto, tanti altri martiri dopo di lui. Non è un buon motivo per attaccare i ritratti di tutti i martiri.

Natalia Ginzburg che si chiede "perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei".
Il fatto che la signora Ginzburg se lo chieda non vuol dire che la risposta non esista.
Molti studenti atei, islamici ed ebrei si sentono offesi dal crocifisso, e questo è un FATTO.
Allora che facciamo, attacchiamo anche Maometto? A ben pensarci, perché i cristiani dovrebbero sentirsi offesi?
No, lo Stato è laico: alle scuole compete lo studio; per la religione ci sono gli appositi luoghi di culto.

"Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli".
Ammesso che sia vero (ma, insomma, risolvere una questione del genere con una frase mi sembra quantomeno riduttivo: che dire dell'antica Grecia, delle civiltà sudamericane, e asiatiche?), Gesù parlava anche di "spade", assisteva senza battere ciglio a violenze sommarie perpetrate dagli apostoli, incitava ognuno a fare la guerra alla propria famiglia (anche ai fratelli), ad amarlo più di tutti.

Anche ammesso che si voglia salvaguardare la figura di Gesù nelle aule scolastiche, ce lo ricordiamo che la croce era uno strumento di tortura e di morte? Quando alziamo gli occhi al crocifisso, vediamo un uomo morente dopo una orribile tortura.
Se Gesù fosse stato impiccato, invece di attaccare il crocifisso appenderemmo un Gesù al soffitto con una corda? Mi sembra un po' macabro.

Ma questo perché succede? Perché non attaccare direttamente un ritratto di Gesù?
Perché si vuole continuamente rimarcare che Gesù è morto sulla croce per i nostri peccati. Questa è una concezione tipicamente cattolica (ed ecco perché musulmani e ebrei hanno qualcosa da ridire), che tra l'altro va CONTRO gli insegnamenti di Gesù.
E, secondariamente, ti ricorda (in perfetto Catholic Style) che la vita è sofferenza e dolore.
Io INSEGNO a scuola (matematica) e, anche se sono precario, cerco sempre di insegnare ai miei ragazzi che la vita è bella, che devono sorridere e divertirsi.

Il fatto che il Gesù nelle aule scolastiche sia proprio in croce è un altro motivo per toglierlo.

Ma si può trovare un compromesso. Per salvaguardare le ottime intenzioni espresse da Marco Travaglio nel suo articolo, basterebbe fare una cosa semplice semplice: prima staccare il crocifisso. Poi sostituire l'ora di religione con un'ora di STORIA DELLE RELIGIONI, insegnata non da preti o simili, ma da storici e/o filosofi, in cui viene dato un quadro storico completo e disinteressato della nascita dei monoteismi e di come sono stati portati avanti.

Nota a margine: Bersani ha avuto la prima occasione di parlare da leader di sinistra, dicendo qualcosa tipo "accolgo con soddisfazione la sentenza della Corte Europea". Invece, che ha detto? "Ma su, dai, il crocifisso non dava fastidio a nessuno...".
Bersani a -1.

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