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Diario
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26 novembre 2009

Vedo la santità der Cuppolone dentro la maestà der Colosseo

Quanto Vaticano c'è dentro la politica italiana?
La domanda è retorica: moltissimo. Ne abbiamo tutti i giorni le prove sotto gli occhi. Molto Vaticano significa poca etica, pochissimo Dio, in cambio di oscurantismo, indecente maschilismo, e strenue battaglie per difendere l'arretratezza culturale senza la quale la Chiesa non potrebbe MAI conservare tutto il potere che ha.

Ieri abbiamo assistito all'ennesimo ossequio della politica italiana ai dettami vaticani: la Commissione Sanità del Senato ha stoppato la messa in commercio della RU486, la cosiddetta "pillola abortiva".
Qui potete trovare la notizia.
Qui potete trovare la composizione della suddetta Commissione.

Io non sono fra quanti pensano che le normative sull'interruzione di gravidanza siano esclusiva competenza delle donne. Non fosse altro perché è coinvolta un'altra forma di vita. E' vita? Non è vita? Quando inizia ad esserlo e, soprattutto, una vita cos'è?
Il dibattito sarebbe utile e appassionante, se a condurlo fossero scienziati, scienziate, filosofi e filosofe (gente che ha un'etica solida, seria, raffinata da continue messe in discussione), invece che vecchi prelati oscurantisti e repressi insieme a vecchi politici, tutti maschi, ignoranti, strafottenti, e in palese conflitto di interessi.
Però, sicuramente, un aborto è un intervento che si fa sul corpo di una donna. E, se ha un senso che a legiferare su una data materia sia qualcuno che ne capisce, sull'aborto le donne dovrebbero avere una voce in capitolo almeno pari a quella degli uomini.
Invece, andate a guardare la composizione della Commissione che ha detto "no" alla RU486. 24 persone. 20 uomini, 4 donne. Se non è ingiustizia questa!

Loro ti risponderanno gonfiando l'argomento che ho scritto prima: "donne o non donne, noi lo facciamo per difendere la vita".
Ed ecco enunciata la retorica (chi se la sentirebbe di dire "io sono contro la vita"?) che serve a mascherare l'ipocrisia cattolica. Loro sanno benissimo che, pillola o non pillola, legge 194 o non legge 194, gli aborti si fanno lo stesso.
Qui non stiamo scegliendo se ci devono essere più o meno aborti. Se veramente tale scelta fosse data, qualsiasi persona sana di mente li azzererebbe.
Qui stiamo scegliendo sul COME deve avvenire l'interruzione di gravidanza. Con la pratica medievale dell'aborto clandestino? No, per fortuna, c'è la 194. Ora c'era la possibilità di fare un passo ulteriore verso la civiltà riducendo almeno un po'  il trauma, con una pillola pur piena di effetti collaterali. E invece no.
Primo: sei donna, quindi non conti niente. Secondo: hai deciso di abortire, quindi devi soffrire.

Ecco due esempi di dialogo che non sentirete MAI (a meno che non siate nella mente di Ratzinger o di Gasparri):

"Sai, Giulia, ho deciso di abortire con la RU486!"
"Ma no, Giorgia, non è in commercio!"
"Vabbè, dai, allora me lo tengo e faccio la brava mamma."

Oppure quest'altro:

"Dai, Fausto, facciamo pure l'amore senza precauzioni!"
"Ma, Barbara, e se rimani incinta?"
"Ahahah! E chi se ne importa! Vado ad abortire! Quest'anno l'ho già fatto cinque volte! Ormai mando giù RU486 che sembrano Tic Tac!"

In realtà, chi legifera su una materia così delicata credo non se lo immagini nemmeno quale sia il dramma di una donna che sceglie l'interruzione di gravidanza. Quanto profonda sia una scelta del genere. Né si pongono il problema di quanto invasivo e brutale sia un intervento di raschiamento.
Eppure legiferano. Pontificano. Parlano di "vita", come se ne sapessero qualcosa. Si permettono di mortificare ulteriormente chi sta già vivendo, di suo, un piccolo o grande dramma (parallelamente, come quando diedero di "assassino" a Beppino Englaro).

Tutto questo succede in paesi come l'Italia. Vecchi, maschilisti, asserviti all'oscurantismo papalino, compiacenti verso il potere cattolico, disabituati a considerare (figuriamoci a lottare per) un'etica diversa dall'assurdo dogma vaticano.

Un altro esempio? Questo articolo fa scompisciare dalle risate. Marrazzo si è ravveduto e implora perdono. A chi? Alla sua famiglia? Ai suoi elettori? Ai trans che ha tirato in ballo? No. Al Papa. Dopo tutto quello che è successo, Marrazzo implora perdono a Ratzinger. Ma perché???

E poi venitemi a dire che l'Italia è uno Stato laico.

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