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22 dicembre 2009

Cambiare l'Italia

Appena finite le vacanze di Natale entreremo nel vivo della campagna elettorale per le Regionali: qui a Roma stanno già apparendo i primi manifesti, tutti di esponenti del Pdl (già, perché il Pd ancora non ha deciso chi candidare alla successione di Marrazzo).
Ho deciso di iniziare una campagna: raccogliere gli slogan più vuoti, ridicoli, involontariamente comici (ricordo nel 2008 un "Berlusconi Zappalà" e un "Berlusconi Pallone"), e di pubblicarli qui. Naturalmente la campagna è aperta anche a voi: inviatemi le vostre segnalazioni e le pubblicherò.

Probabilmente lo slogan peggiore di tutti è "Cambiare l'Italia". Non vuol dire NIENTE. Cambiare l'Italia? Come? Quando? In che direzione? Cominciò a usarlo (uno a caso) Berlusconi nella campagna elettorale del 2001. Ve lo ricordate? "LA FORZA DI UN SOGNO: CAMBIARE L'ITALIA".
Slogan copiato da gente sempre meno illustre, fino ad essere rispolverato da Bersani per la campagna per le primarie: "CAMBIAMO L'ITALIA". Cosa? Votando Bersani alla segreteria Pd (un partito a pezzi, peraltro d'opposizione) cambio l'Italia? .
Adesso è uscito il libro di De Magistris "Giustizia e Potere". Sottotitolo? "Dalla giustizia alla politica PER CAMBIARE L'ITALIA". Ma de che? Dentro a un partito (isolato e d'opposizione) che fa il 6%? Dal Parlamento di Strasburgo che, come è noto a tutti, non conta un cazzo?

E invece no, tutti qui dai manifesti elettorali che ci promettono di cambiare l'Italia. Nel 2008 ci sono state le Comunali a Roma, quelle vinte da Alemanno. O, più precisamente: quelle perse da Rutelli.
Questo blog ancora non esisteva, ma presi degli appunti a futura memoria. Vi faccio un copia-incolla delle mie parole di allora.

Dentro al GRA non si trova più neanche un pezzetto di muro libero, i manifesti elettorali hanno coperto tutto quello che si poteva coprire. Non si riescono più a leggere i vari “Lazio merda”, “romanista figlio di puttana”, “Bush sei più infame de Fabio Capello” (una scritta del 2003) “più sbirri morti”, eccetera.
Ora si legge solo: “il nuovo che avanza”. Oppure: “cambiare è possibile”. Oppure “un'altra Italia”.Oppure “una scelta nuova”.
Però non si trova nessun manifesto che dica: “continuiamo così”. Fateci caso. Tutti fanno la campagna elettorale sul cambiamento.
E' come un'implicita ammissione di colpa da parte del sistema politico. E' come dire “OK, abbiamo fatto tutti schifo fino a adesso, ma tu rivotaci, perché stavolta cambieremo”.
Ma un elettore sulla base di cosa può decidere per chi votare? Su chi promette più cambiamento? Allora, due cose:
Primo: se tutti, indistintamente, si riempiono la bocca di una parola, quella parola perde di significato.
Secondo: il cambiamento mica è necessariamente verso il meglio.
Cambiare per cambiare non ha senso... io vorrei sapere il COME. Ma il come non te lo dicono sui cartelli elettorali. Ce ne sono alcuni che sono dei capolavori del niente. Ce n'è uno di Rutelli che è fantastico: “più pulita, più curata, più ordinata, più Roma”. Con quella faccia??
Poi c'è l'altro capolavoro del niente di Alemanno: “Rialzati, Italia!” Che vuol dire?? Perché, era seduta...?
Che in fondo anche “rialzati italia” è uno slogan di novità, di cambiamento, come tutti. Anche loro ci dicono: se ti sei stancato della tua situazione, vota per noi.
Ora: dire a un italiano “se ti sei stancato della tua situazione, vota per noi”, è come dire “se è meglio essere felici piuttosto che essere tristi, vota per noi”. E' un'ovvietà fastidiosa.
Che poi, detto fra di noi, quello italiano è il popolo più reazionario, più restìo al cambiamento, del mondo.
Quasi quasi preferivo “lazio merda” e “romanista figlio di puttana”.

Gli slogan sono un po' come i programmi elettorali: frasi vuote. Sono fatti per essere letti mentre si passa in macchina e poi si pensa subito ad altro. Ma fermandosi a riflettere su COSA dicono gli slogan, c'è da mettersi a piangere per come ci trattano.
Gli slogan elettorali sono perfettamente intercambiabili fra un politico e l'altro. Devono essere più generici possibili, più emozionanti possibili (e che c'è di più emozionante di "CAMBIAMO L'ITALIA"?), e il risultato è che sono cantilene prive di ogni ssenza senso logico.

Ricordate della campagna per i peggiori slogan elettorali!
PROFESSORWOLAND: PER CAMBIARE L'ITALIA.

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