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Diario
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28 gennaio 2010

Gioca oggi, diventa milionario!

... questo lo slogan in odor di terrorismo psicologico/mediatico del Superenalotto. In questi giorni il Jackpot vale più di 131 milioni di euro, attualmente il più alto nel mondo, il secondo nella storia.
E, puntuale come la morte, arriva il martellamento pubblicitario che ti invita, anzi ti intima, di giocare. Gioca, diventerai ricco. Con una semplice giocata, cambierai vita.
Sei stanco del tuo lavoro? Gioca, diventa milionario e si sistemerà tutto.
Sei stanca di tuo marito? Gioca, diventa ricchissima, e te ne libererai senza complicazioni.
Gioca, dacci un po' dei tuoi soldi, in cambio te ne promettiamo tantissimi! Ma non siamo un po' grandi per credere ancora al Gatto e alla Volpe? Tutti abbiamo letto Pinocchio, tutti abbiamo pensato "che scemo Pinocchio a credere a quei due, e a seppellire i suoi risparmi". E adesso, tutti ci precipitiamo nelle ricevitorie a sperare di cambiare vita con un colpo di fortuna.

Primo: non si cambia vita da un giorno all'altro. Né soprattutto si cambia con la fortuna. I cambiamenti, quelli veri, vengono piano piano, bisogna avere pazienza. Se vuoi una casa nuova, devi mettere un mattoncino ogni giorno, fino a che non è come la vuoi tu. Cercare scorciatoie è roba per deboli. E soprattutto, non funzionano mai. Ricordate la favola dei tre porcellini? Quelli che si costruivano la casa con la paglia per fare prima, vedevano il lupo buttargliela giù con un soffio. E scappavano da quello che ci aveva messo più tempo per farsela di mattoni.

E qui veniamo al secondo punto: una ricerca di psicologia economica ha dimostrato come, infallibilmente, persone che si sono trovate a maneggiare una grossa fortuna economica, che non erano abituati a maneggiare, l'hanno persa tutta entro il primo anno. Ma è normale: se ti trovi in mano 100 milioni di euro, quando per tutta la tua vita ne hai avuti in banca poche migliaia, la tua mente non riesce neanche a concepirli. Quindi a trattenerli. Se cambi così radicalmente la tua disponibilità economica senza cambiare la tua identità (identità è definita come le credenze che si hanno su sé stessi), la tua mente farà di tutto per riadattare la tua disponibilità alla tua identità.
E' questo il motivo che i ricchi spesso rimangono ricchi, mentre gli arricchiti cadono più spesso in rovina (e non c'è niente di peggio di un arricchito in decadenza, che non ha disponibilità, ma con la mente è rimasto a quando girava in Ferrari, allora magari mangia meno per mantenere la Ferrari).

Queste due cose già basterebbero per scoraggiare qualsiasi persona dal partecipare a questa isteria collettiva che è il Superenalotto. Ma, da laureato in statistica, posso offrirvi anche qualche argomento tecnico.

Le probabilità di prendere un 6 sono pari a uno su "Combinazioni di 90 elementi presi a 6 a 6", che sono [(90x89x88x88x87x86x85)/(6x5x4x3x2x1)]^(-1). Questo significa, approssimando al milione, UNA SU SEICENTOVENTITRE MILIONI.
L'evento, a livello probabilistico, è impossibile. La probabilità si approssima allo zero. Meno della probabilità di cadere dal decimo piano e sopravvivere. Qualche volta nella storia è successo, ma questo non significa che non sia mortale. Se cadi dal decimo piano, muori. Se giochi al Superenalotto, non vinci. I casi diversi sono eccezioni, e sono statisticamente irrilevanti.

Oltre alla bassa probabilità intrinseca di vincere, c'è anche da dire che il Superenalotto è un gioco iniquo. In probabilità, viene definito equo un gioco in cui il banco paga l'importo giocato per l'inverso della probabilità di vincita. Se mi gioco 1 euro a testa o croce, perché il gioco sia equo devo poterne vincere 2 (1 euro che ho giocato, diviso 0,5 che è la probabilità che esca Testa).
Se mi gioco un euro al gioco delle tre campanelle, perché il gioco sia equo devo poterne vincere 3. Il Superenalotto è lontanissimo dall'equità. E' smaccatamente a favore del banco, perché si vince molto, ma mai quanto sarebbe statisticamente "equo". Il calcolo è un po' più complesso, e ve lo risparmio, ma vi dò la prova empirica: nel 2009 sono stati giocati 3,3 miliardi di euro, e ne sono stati vinti complessivamente 1,2. Un terzo.

Non vi siete ancora convinti che ci stanno prendendo per il culo? Allora sfatiamo altri due falsi miti con cui ci riempiono la testa, e le palle: la teoria dei numeri ritardatari e la legge dei grandi numeri.

La teoria dei numeri ritardatari è una baggianata colossale: i numeri non hanno memoria!
Facciamo un esempio: tiro una moneta (non truccata) nove volte. Esce nove volte testa. Quando la tiro la decima volta, ho forse una probabilità maggiore che esca croce? Assolutamente no. Le probabilità sono sempre al 50% a ogni tiro. Con i numeri, e con qualsiasi esperimento casuale, è lo stesso. Se un numero non è uscito per un po', non vuol dire nulla. Non ha assolutamente probabilità maggiore di uscire alle estrazioni successive.
I 90 numeri SONO SEMPRE EQUIPROBABILI, indipendentemente dalle estrazioni precedenti e da quelle successieve. Ogni estrazione è storia a sé.

La legge dei grandi numeri. Questa esiste davvero, ma non c'entra niente con la cosa che dicono. La legge ha a che vedere con la distribuzione delle medie di variabili aleatorie casuali. E' solo che ha un nome accattivante, che tutti possono capire, e la citano a sproposito. Vale quanto ho scritto sopra.

Quindi, il mio accorato appello è: NON GIOCATE AL SUPERENALOTTO!
Non fatevi prendere per il culo. Non siate parte dell'isteria collettiva, dell'irrealistico e criminale sogno collettivo di cambiare vita con una botta di fortuna.
Non funziona così.

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