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4 febbraio 2010

LEGITTIMO UN CAZZO

... questo lo striscione che il popolo viola ha appeso davanti alla Camera, ieri, mentre si approvava il cosiddetto "legittimo impedimento". Sono con loro. Qui, di legittimo, non c'è proprio niente.
Anzi: ormai è tutto illegittimo, inedito, illegale, incostituzionale. Non c'è più NIENTE che risponda a un qualsiasi principio basilare di democrazia.

Sapete qual è la cosa peggiore? Che le illegalità che si stanno consumando in questi giorni non sono più riconosciute come tali, ma come problemi interni alla politica. Quindi, anche queste parole sono parole al vento.
Me ne rendo conto perfino mentre le scrivo; ma se lo faccio è perché ho il senso della prospettiva.
Fra dieci, venti, trent'anni, quelli che serviranno, Berlusconi non ci sarà più. Sarà auspicabilmente morto e seppellito sotto strati di ignominia, e l'intero popolo italiano si vergognerà di quello che ha reso possibile nell'ultimo ventennio.
Sarà allora che si dovrà poter dire: Pierpaolo Buzza, blogger col nome di Professor Woland, l'aveva detto.

Allora continuiamo a farli certi resoconti, a futura memoria.

Ieri la Camera ha approvato a larga maggioranza la legge sul "legittimo impedimento". Al Senato, vedrete, passerà in un soffio. Significa che Berlusconi sarà legittimato a non presenziare alle sue udienze in quanto avrà cose più importanti da fare, QUINDI i suoi processi saranno congelati.

Congelati fino a quando? Già lo sappiamo: 18 mesi, il tempo di approvare un nuovo Lodo Alfano (è già scritto, ci fa sapere oggi il Guardasigilli), stavolta costituzionale, in modo che sia scritto sulla Costituzione che puoi aver rubato, corrotto, mafiato, ucciso, puoi aver commesso qualsiasi reato, ma dal momento che riesci a farti eleggere, non puoi essere processato. Il tuo passato non conta più.

Quindi, io posso rubare, frodare e truffare per un sacco di soldi e reciclare miliardi mafiosi. Poi, quando mi scoprono, usare un po' di quei soldi per comprare i giudici e finanzieri che indagano su di me. Poi usare altri soldi (soldi sporchi, frutto di crimini) per acquisire televisioni e giornali (all'occorrenza corrompendo altri giudici, in caso di contenziosi). Quindi farmi eleggere, diventare Presidente del Consiglio, e pormi al di sopra della legge.

Attraverso reati sempre più grossi COMPRO il potere politico, poi USO il potere politico per coprire quei reati.

Quella sul legittimo impedimento non è che l'ennesimo capitolo di questa triste farsa: ricordiamoci di come sarà presentata al Senato (anche questa passerà in un soffio) la legge sul "processo breve", col quale, dal momento stesso della sua approvazione, saranno cancellati i processi contro Berlusconi e contro molti altri truffatori.

"Ma tutto questo", come direbbe Eldon Tyrell, "è accademia". Possiamo fare di più, possiamo capire dell'altro. Ieri c'è stato un incontro fra Alfano e Napolitano. Un'oretta in cui è condensata la storia pericolosa di questa grottesca italietta.

In sintesi: Napolitano, il peggior Presidente della Repubblica che io ricordi (sono troppo giovane per ricordare bene Cossiga, ma penso che Napolitano sia il fondo), ha incontrato Alfano per ottenere delle rassicurazioni formali sul fatto che il legittimo impedimento non avrebbe subito variazioni nel suo passaggio al Senato, e che non sarebbe stata presentata la famosa legge secondo cui le dichiarazioni dei pentiti avrebbero perso valore di prova nei processi per mafia. Alfano ha concesso queste rassicurazioni, Napolitano ha dato il suo placet.

Giusto? Tutto a posto. Ineccepibile, non fa una piega. Perfino logico, direi. No? E NO! MANCO PER NIENTE!!!! Questo fatto è di una gravità inaudita perfino per gli "elastici" canoni italiani!

Primo: a che titolo il Guardasigilli (membro del Governo, quindi del potere esecutivo) parla a nome del Parlamento (potere legislativo)?? E' chiaro o no perché in Italia non esiste più la separazione dei poteri? Il Parlamento dovrebbe controllare il Governo. Noi invece abbiamo il Governo che parla nome del suo controllore.

Secondoa che titolo IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NEGOZIA LA SUA FIRMA su una legge? Ma voi quando l'avete mai visto fare? Avete mai visto un Presidente della Repubblica che chiama l'estensore di una legge e gli dice "a queste condizioni te la firmo, a queste altre no"? Il Presidente della Repubblica è un altro organo di controllo sul Governo. Qui abbiamo il controllore e il controllato che si mettono d'accordo. Contrariamente a qualsiasi prassi, a qualsiasi logica, a qualsiasi norma di separazione dei poteri.
Napolitano dovrebbe stare nel suo ufficio al Quirinale, leggere le leggi, firmare quelle che gli piacciono, e non firmare quelle che non gli piacciono. Punto.
Invece no. Negozia la sua firma, chiede condizioni.

Terzo: ma poi QUALI condizioni chiede Napolitano? Semplice: che le leggi che stanno approvando salvino "solo" Berlusconi, e non producano più danni di quanti già non ne produrranno così.
Stiamo assistendo a un perfetto replay: quello di come fu approvato all'inizio il Lodo Alfano.

Breve riassunto per neofiti e smemorati: Berlusconi si doveva salvare dai suoi processi, e minacciò di fare una legge che mandava a monte 100.000 processi. Napolitano e il Pd dissero "no, non ci stiamo! Negoziamo!". Così Berlusconi disse "OK, allora facciamo saltare solo i miei col Lodo Alfano". Il Pd disse "ha vinto il dialogo!", e Napolitano si precipitò a firmare (facendo una pessima figura quando poi la Consulta lo dichiarò incostituzionale).

La strategia ora è la stessa: alzare la posta in palio. Minacciare di estendere il legittimo impedimento a tutti i ministri, minacciare di far saltare tutti i processi per mafia, minacciare fuoco e fiamme, per ottenere quello che vuoi e farlo anche passare per "compromesso", "dialogo".
In realtà questa cosa in italiano si chiama ESTORSIONE. RICATTO. Cose così.

E Napolitano, che non so se è connivente, se è solo debole, se superficiale, se non vuole aver problemi, tutte le volte accetta questo ricatto. E lo fa accettare anche a noi. Se la situazione è semi-dittatoriale, lo dobbiamo in buona parte anche a Napolitano.

RIASSUNTO DELL'ITALIA:

- Governo che controlla il (invece di essere controllato dal) Parlamento.
- Governo che distrugge la (invece di essere controllato dalla) magistratura.
- Presidente della Repubblica che negozia col (invece di controllare il) Governo.
- Governo che controlla la (invece di essere controllata dalla) stampa, che diventa propaganda, quindi opinione pubblica azzerata.
- Governo (cioè i ministri) che ubbidisce ciecamente alle direttive di un uomo solo, il Presidente del Consiglio.
- Presidente del Consiglio che usa la sua onnipotenza politica per coprire i reati grazie ai quali è diventato Presidente del Consiglio.

Qui non c'è proprio niente di legittimo. Quello che è legittimo o meno, in Italia, lo sancisce la Costituzione. E adesso la Costituzione è morta. E se la Costituzione è morta, la democrazia è moribonda.
E a noi sembra tutto così normale.

Sappiatelo, italioti, fascistelli dell'ultim'ora, quelli che "non si può andare in giro a diffamare l'Italia", quelli che "bisogna dare lustro alle Istituzioni", quelli che "bisogna sempre amare e onorare il nostro Paese, la nostra Patria", quelli che "l'Italia è il più grande Paese del mondo".
Ricordatevelo: siete rappresentati da un uomo sul cui capo pendono condanne gravissime, e che ha fatto di tutto per non accertare la verità, ammettendo tacitamente la sua colpevolezza. Ricordatevelo: quando il Puffo va all'estero a raccontare barzellette, tutti vedono un mafioso, un corruttore. Non già solo un dittatore, che avrebbe anche una sua qual forma di dignità, se almeno non lo facesse per loschi interessi personali.
E' questo lo Stato che avete voluto, con la vostra indifferenza pressapochista, sono questi i suoi rappresentanti che non osate mettere in discussione.

Prima o poi, sui libri di storia, sarete nominati anche voi.
E sarà allora che si dovrà poter dire: Pierpaolo Buzza, blogger col nome di Professor Woland, l'aveva detto.

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