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Diario
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16 febbraio 2010

Breviario indispensabile per la cottura del gatto

Oggi vorrei esprimere la mia solidarietà al povero Beppe Bigazzi che, nella trasmissione "la prova del cuoco", si è lanciato in un panegirico su quanto è buona la carne di gatto, fornendoci utillime indicazioni sulla macellazione del felino.
Questo video (Bigazzi che ci erudisce sulla ricetta "gatto in umido") porebbe tornarvi utile la prossima volta che avete dimenticato di fare la spesa, oppure avete gente a cena e volete risolvere un secondo elaborato ma disinvolto.
Immaginate lo stupore e l'ilarità dei vostri commensali quando vi chiederanno: "Anna, ma il gatto dov'è? Prima di cena era qui!"
E voi potrete rispondere: "Lo stai masticando in questo momento".
Come contorno potrete usare tutte quelle nauseabonde scatolette di cibo per gatti, tanto non vi serviranno più.
I croccantini invece potete finirli usandoli come corn flakes nel latte la mattina. Se siete abbastanza assonnati, non noterete la differenza (ma la noteranno le persone che divideranno l'ascensore con voi).

Se invece non avete un gatto domestico, potete uscire a cercare un gatto randagio: la carne è meno tenera, ma il contenuto della pancia è a sorpresa. Potrebbe uscire un topolino che vi ringrazia con un cenno della zampa e sgattaiola (scusate il gioco di parole) via.

Bigazzi dice che bisogna lasciare la carne del gatto tre giorni a mollo in un torrente, non so a quale scopo. Non specifica se al momento di immergere il gatto nel torrente, il felino debba essere ancora vivo. Ma è un dubbio ozioso perché, nonostante i gatti di solito amino essere immersi nell'acqua di un torrente, alla fine dei tre giorni non lo sarebbe più comunque.
Se non avete un torrente dentro casa, niente paura: va bene una qualsiasi vasca da bagno. Sarà molto chic ricevere gente per quella stanza che volevate dare in affitto, mostrare la casa, e terminare dicendo "... e questo è il bagno. C'è la finestra, la doccia, e questa è la vasca. Non fare caso al gatto morto che galleggia da due giorni, domani lo tolgo e lo faccio al forno. Ti posso invitare?".

Chiunque penserebbe che siete degli psicopatici. Del resto, io lo penso di molte persone (quasi tutte donne, quasi tutte single, quasi tutte over 30) che hanno i gatti a casa, e che spendono per loro più di quanto spendano per loro stesse, che dicono ai gatti "vieni da mamma", che parlano e trattano i gatti come se fossero figli, che ogni volta che il gatto assume un'espressione insolita, dicono "oddio, guaaaarda!" e gli fanno le foto, e poi le fanno vedere a tutti.
A molte di queste persone, nelle vicinanze di un gatto, accade quello che succede agli uomini nelle vicinanze di una donna bellissima: gli va completamente in pappa il cervello.

E' per questo che molta gente si è scandalizzata per le parole di Bigazzi su come cucinare i gatti.
E questo è strano, perché nessuno si sarebbe scandalizzato così se al posto di "gatto" Bigazzi avesse detto "coniglio".
Nella nostra società, mangiare coniglio è accettato. Si può parlare di come ammazzare un coniglio, di come macellare un coniglio, di come cucinare un coniglio, nonostante molta gente abbia un coniglio a casa come animale domestico.
Ma allora estendiamo il ragionamento alle mucche e ai maiali: tutti quelli che si sono scandalizzati per le ricette sul gatto, perché non si scandalizzano per le ricette su bovini e suini? Perché, un maiale può essere mangiato mentre un gatto no? Un gatto ha una dignità superiore della mucca? Assolutamente no, volendo essere pignoli, è esattamente il contrario.
Almeno bovini e suini servono a qualcosa, mentre è noto che il gatto (da dopo la civilità egizia in cui il gatto era sacro perché cacciava i topi) non serve a niente.

Pensate poi se Bigazzi avesse parlato dell'allevamento dei polli in batteria: "prendete trecento polli, e chiudeteli in uno spazio talmente stretto che devono stare uno sopra all'altro. Tenete la luce accesa 24 ore su 24, così i polli stanno sempre svegli, mangiano e ingrassano. Spezzate loro il becco, così non si fanno male e riusciamo ad ammassarne ancora di più. Dategli in pasto ormoni e stimolanti per la crescita, così diventano grassi prima possibile. Quando raggiungono un certo peso, uccideteli e macellateli".
Non si sarebbe scandalizzato nessuno, anche se è esattamente quello che succede coi polli.

Non lo so davvero perché il gatto non si può toccare. Alle altre bestie imponiamo delle torture disumane, per poi ucciderle e mangiarle. E' legale perfino la caccia, cìoè andare nel territorio degli animali selvaggi e sparargli.
Poi un Bigazzi qualsiasi parla di come cucinare i gatti, e succede questo pandemonio.
Io non mangerei mai un gatto (ma solo perché mi fa schifo l'idea, come le rane e le lumache), ma moralmente sto con Bigazzi.

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