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14 aprile 2010

Retaggi medievali. Nel Vaticano, of course.

"Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c'è relazione tra celibato e pedofilia, e invece molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c'è una relazione tra omosessualità e pedofilia".

Queste le parole di Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. Nel momento in cui la Chiesa è sottosopra per gli scandali-pedofilia, che emergono in tutto il mondo come funghi, Bertone non trova di meglio da fare che dare la colpa all'omosessualità.
Tutto questo con un duplice vantaggio: primo, difendere l'assurda e medievale pratica del celibato, peraltro non indicata da nessuna parte nelle Scritture (come tutti i dogmi cattolici odierni); secondo, attaccare un po' i gay, che non fa mai male.

Sull'omosessualità non vorrei spendere neanche una parola, perché trovo degradante che nel 2010 ci sia ancora qualcuno che abbia tanta voglia di moralizzare gli orientamenti sessuali delle persone, stabilendo quali siano "giusti", "normali", e quali no.
Sul celibato, ritengo sia una scelta da rispettare, come tutte le scelte che riguardano adulti consapevoli e che non danneggiano nessuno. Metto la castità sullo stesso piano di qualsiasi altra perversione sessuale: c'è chi ama farlo con fruste e manette, chi si dedica a feticismi vari, chi compulsivamente ne ha bisogno più volte al giorno, e chi non lo fa affatto. C'è perfino chi usa il cilicio: se lo si usa "durante", viene chiamato "rapporto sadomaso". Se lo si usa "invece", viene chiamato "fervenza cattolica". Strepitoso.

Da parte mia, ho il massimo rispetto per ogni orientamento e/o "particolarità" che una persona possa associare alla propria vita sessuale. Purché, ovviamente, riguardi adulti consenzienti che giocano allo stesso gioco.
La pedofilia non c'entra niente con questi discorsi. La pedofilia è una patologia grave e socialmente pericolosa, non derivante dall'essere casti né tantomeno dall'essere gay.
La pedofilia nella Chiesa è colpa dei preti pedofili. Punto. E la Chiesa, se fosse un'istituzione non dico credibile, ma almeno un po' meno orrenda di quello che è oggi, sarebbe in prima fila per denunciare e processare chi si è reso protagonista di un crimine così odioso.

Invece no, Ratzinger sta lì a nicchiare, nega tutto davanti alle accuse, alle prove, ancora non si sa se e quanto abbia coperto i preti pedofili. Nel frattempo, fa campagna elettorale contro la Bonino, dice che l'aborto è omicidio (con la rivoltante retorica dei "bambini innocenti". Proprio lui!), lascia che il suo segretatrio di Stato attacchi i gay.

E, non pago di tutto questo, dice "sono disposto a incontrare i bambini vittime di abusi... ma lontano dalle telecamere". Che anche se uno si sforza, a non pensare male, proprio non ci riesce.
Poi si stupiscono che sulla casa natale di Ratzinger appaiano scritte "così offensive da non poter nemmeno essere riportate". Riportatele, invece. Magari ci viene qualche idea.


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permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 14/4/2010 alle 9:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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