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20 aprile 2010

La teoria dei sistemi di riferimento - parte 2

Ora che abbiamo visto come si "misura" un punto sul piano cartesiano, possiamo fare un passo ulteriore.

Disegnamo due assi cartesiani, poi disegnamo il punto (3; 6). Chiameremo questo punto con la lettera R. Adesso ri-poniamoci la domanda che ci ponevamo all'inizio, e proviamo a dare una risposta più elaborata: "che coordinate ha il punto R?"
Risposta superficiale: "Facile: 3 di ascissa e 6 di ordinata". Eppure le cose non stanno sicuramente così. Proviamo a disegnare, sullo stesso foglio, un nuovo sistema di riferimento: spostiamo l'asse x di un'unità più in basso, e l'asse y di un'unità più a sinistra.

A questo punto ci chiediamo di nuovo: "che coordinate ha il punto R?". La risposta ora è diversa: dal momento che abbiamo cambiato il sistema di riferimento, il punto R non ha più le coordinate di prima (3; 6); ora ha coordinate (4; 7).
E' bastato spostare il sistema di riferimento, e il punto R ha cambiato le sue coordinate, pur rimanendo oggettivamente fermo sul nostro foglio.

Ora prendiamo un altro punto, lo chiamiamo C, e gli diamo coordinate (8; 5) rispetto al primo sistema di riferimento. E facciamo il giochetto di prima: spostiamo il sistema di riferimento più in basso e più a sinistra di un'unità. Per fare in modo che il punto C mantenga le sue coordinate, dobbiamo anche spostare fisicamente il punto C di un'unità più in basso e di una più a sinistra.
Così il punto C si è fisicamente mosso, ma ha mantenuto le coordinate che aveva prima.

Nel vecchio sistema di riferimento, il punto C avrebbe coordinate (7; 4), e il punto R sarebbe fermo, ma visto che il vecchio sistema non "vige" più, scalzato dal sistema nuovo, sembra che il punto C sia rimasto fermo, mentre il punto R si sia alzato.

Chi ha ragione? E chi lo sa. Dipende tutto dal sistema di riferimento che si adotta. R è convinto che il primo sistema di riferimento sia il migliore, quindi rimane fermo, anche se il nuovo sistema si abbassa, poi si abbassa ancora, poi ancora, e poi ancora, per mille volte. R è sempre fermo. Ma le sue coordinate aumentano, e aumentano ancora.
Alla fine sembra che R sia diventato un punto altissimo e tutto spostato sulla destra, mentre in realtà è solo il sistema di riferimento che è andato sempre più in basso e sempre più a sinistra.

Di contro, il punto C è convinto che sia giusto muoversi solidarmente coi nuovi sistemi di riferimento, e per mantenere fisse le sue coordinate, si abbassa e va verso sinistra pure lui. In questo modo, avrà sempre coordinate (7; 4), eppure sarà proprio lui ad essersi mosso, sprofondando insieme al sistema di riferimento.

Bene, sveliamo il gioco: C sta per Corriere della Sera; R sta per Repubblica. Il sistema di riferimento è l'Italia.
Il Corriere e Repubblica naturalmente sono metafore, generalizzazioni, di due modi incompatibili di relazionarsi a quello che succede: c'è chi grida allo scandalo tutti i giorni, e chi continua a dire che ci vuole equilibrio.

Chi grida allo scandalo tutti i giorni è rimasto fermo alla Costituzione Italiana (perché di questo si parla). Berlusconi trascina il sistema di riferimento sempre più in basso, sempre più volgare, sempre più pericoloso, sempre più dittatoriale, peggiorando sempre di più il "metro" con cui misurare la realtà. Stare fermi sul punto R significa passare per estremisti, facinorosi, tifosi, incitatori d'odio, mentre in realtà si sta semplicemente fermi su un punto, considerando la Costituzione come inderogabile.

Chi invece predica l'equilibrio, nonostante tutto, sono quelli che sono sul punto C in movimento. Sembrano equilibrati semplicemente perché si muovono insieme al sistema di riferimento. Hanno sempre le stesse coordinate, sai sempre dove trovarli. Quando c'è una grossa forza che muove gli assi cartesiani, loro si muovono insieme alla forza, pur di non modificare le proprie coordinate e passare così per degli estremisti.

Ora: guardate lo spot della campagna abbonamenti 2009 al Corriere: tipica pubblicità contro il punto R. Dice che chi sta sul punto R è "ingessato". E in effetti lo è: è ingessato ad alcuni principi inderogabili.
Chi sta sul punto C, invece, ha come unico punto di riferimento gli assi cartesiani, ovunque si trovino.

Credo sia perfino superfluo specificare su quale punto stia io.

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