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29 aprile 2010

"Bon Ton" di Lina Sotis

Stamattina non avevo voglia di parlare di cose troppo serie, ma ne sono costretto.
Girando sul sito de l
Corriere della Sera, ho trovato il link a un forum che, da oggi, sarà imprescindibile per la mia vita.
Si tratta del
forum di "bon ton" di Lina Sotis.

L'intestazione del forum è di quelle che ti fanno innamorare a prima lettura:

La prima impressione, il ricordo che uno lascia di sé sono importantissimi per creare nuovi rapporti sociali, d'affari, d'amore. Il bon ton è un irrinunciabile segreto di vita che consente di viverla con più facilità. Perché avere dei dubbi? Perché avere delle indecisioni? Ogni occasione consente di essere affrontata con grazia e semplicità.

Oh, Lina, quanto è vero! Nel forum ci sono le mail dei lettori che sottopongono a Lina Sotis le loro questioni, e la signora Sotis risponde dando lezioni di bon ton.
Quanto la invidio! Che bello che deve essere ricevere lettere che ti sottopongono ogni genere di questione, e rispondere dissertando con perizia sul bon ton! E poi un posto del genere spetterebbe di diritto a me! Io, campione regionale di bon ton! Io, soprannominato Lord per i miei modi così fini!

Voglio cullarmi nei miei sogni, e fare finta per un giorno di essere Lina Sotis, e rispodere io alle mail dei suoi lettori.

Prendiamo ad esempio questa:

Protesto, protesto, protesto!
E' mai possibile che, soprattutto al supermercato, il fatto di parcheggiare all'interno delle righe sia ormai diventato un optional?!?
Ma caspita è mai possibile che una minuscola macchina a due posti occupi due parcheggi?
E' una cosa normale che, specialmente in settimana quando di posto ce n'è molto, gli automobilisti spesaioli prediligano il parcheggio selvaggio che occupa più della metà delle via di percorrenza tra una corsia e l'altra?
Ho deciso: alla prossima spesa mi porto dei fogliettini con scritto "Complimenti per il parcheggio!" da incastrare nel tergicristallo!
Sarà esagerato?
Mi chiameranno "la giustiziera dei parcheggi".
Un abbraccio,
Ale

Io risponderei così:

Cara Ale, cara, dolce, tenera Ale, capisco la gravità del tuo problema. Una piaga mondiale di fronte al quale la guerra e la fame impallidiscono.
Il tuo problema, Ale tesoro, non sono i parcheggiatori selvaggi. Il tuo problema è la tua inutile vita. Inutilità nella quale cerchi di trascinare anche me, costringendomi a passare ben 40 secondi della mia vita, che al contrario della tua ha un senso, a leggere questa cazzata che hai scritto. Ma che me ne frega a me di come parcheggia la gente nel tuo supermercato? Che, mi hai preso per un vigile urbano? Mica sono una guardia, sono un esperto di bon ton, porca troia!
Se ti azzardi a scrivermi di nuovo che le macchine altrui ti impediscono di parcheggiare, ti risolvo il problema io: vengo sotto casa tua, dolce Ale, trovo la tua macchina, gli buco le gomme, gli spacco i vetri, e gli incido la parola "cazzo" con una chiave sulla fiancata.
E' chiaro? Ora vai a fare la spesa, parcheggia dove trovi, e non rompere le palle.

Oppure c'è quest'altra, strepitosa:

Oggi ricevo la classica telefonata dell'ora di prenzo. "Siamo l'assicurazione Taldetali, lei ha già qualche poliza con noi?" "Sì" rispondo con gentilezza, "ho sottoscritto con voi l'assicurazione sulla casa"... "E quella sull'entierro?" "Entierro?" ribatto stupita. Vivo a Madrid da diversi anni e ancora a volte ho qualche dubbio sulla mia comprensione dello spagnolo. "L'entierro, sì la sepoltura..." ribatte l'assicuratrice. Scoppio in una risata e rispondo "No no grazie, quello non mi interessa" e l'assicuratrice per cercare di convincermi "Guardi che prima o poi ci dovrà passare anche lei, come tutti..." Ma dove avrà studiato marketing questa?!

Io risponderei così:

Embè, che non lo sai che devi morì?
Comunque non si dice "prenzo", si dice "pranzo", a meno che tu non venga da Bari, nel qual caso potresti anche DIRE prenzo, ma dovresti comunque SCRIVERE pranzo.
Comunque fattela, l'assicurazione sulla sepoltura. Così se non dovesse essere di tuo gradimento, puoi chiedere un rimborso.

Poi c'è l'ultima, di Ametista Triste, che mi ha commosso e alla quale vorrei dare un'importanza speciale:

Grazie infinite per il suo consiglio e quello di alcune lettrici per l'abito per il mio matrimonio civile di ottobre, avevo proprio trovato un bell'abito panna con appena qualche tocco di ricamo lilla e viola, i miei colori preferiti.. ma ahimè, questo matrimonio non s'ha da fare, il mio fidanzato ha deciso che non è più il caso di sposarci.
Quindi ora mi trovo con un vestito che non avrò più il coraggio di indossare, simbolo di un sogno infranto..
E con una marea di persone che non accettano un "non ci si sposa più" come risposta e vogliono sapere di più.
Son così triste..

Io risponderei così:

Cara Ametista Triste, se il tuo fidanzato non ti ha più voluto sposare, probabilmente è perché fai schifo. Più che del vestito, mi preoccuperei di quello che c'è sotto: forse sei brutta, oppure antipatica, oppure lamentosa, oppure rompipalle, oppure puzzi, oppure di notte sbavi, oppure parli con la bocca piena, oppure tutte queste cose messe insieme. E ti preoccupi del vestito?
Scusa poi, Ametista, una curiosità mia: ma il tuo fidanzato lo sapeva che vi dovevate sposare? Non è che hai organizzato tutto tu, e gliel'hai detto il giorno prima?
Ah ah ah, comunque che sfigata che sei. Ho raccontato questa storia ai miei amici, tutti hanno riso moltissimo chiedendo "e chi è 'sta poraccia?".
Perché è vero, Ametista, sei una poveraccia. Il vestito puoi indossarlo per suicidarti. Così da Ametista Triste, diventi Ametista Morta. Il tuo ex fidanzato neanche lo saprà (e non gliene fregherebbe niente comunque), ma vuoi mettere quanto è chic farsi trovare cadavere in un vestito color panna con i ricami lilla?
Pensaci.

Quasi quasi mi apro un forum di bon ton pure io.
Voi, nel frattempo, se avete qualche questione tipo questa da sottopormi, fatelo pure fra i commenti, vi risponderò col garbo e il tatto che mi contraddistinguono.


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permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 29/4/2010 alle 8:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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