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Diario
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22 giugno 2010

Fine anno

Ci siamo: per tutti gli studenti che non hanno maturità, è finito l'anno scolastico. Ed è un grande sollievo fino a settembre, per loro, e anche per me, visto che ne ho seguiti otto.
Hanno finito tutti e otto: sono pronto col resoconto. Naturalmente gli cambierò i nomi.

Alberto quest'anno ha fatto il terzo scientifico. E' venuto da me perché ha avuto un inizio dell'anno difficile. Alberto ha una mente svelta, una memoria di ferro, volenteroso e bravissimo, scrive solo sulla metà destra del foglio, e sbaglia i calcoli. Sono sicuro che questo ha una precisa valenza psicologica, ma non so leggerla.
Non gli ho dovuto spiegare molte cose, anche perché -detto fra noi- sull'equazione della circonferenza ne sapeva quasi più lui di me. Gli ho insegnato a scrivere su tutto il foglio, e a ricontrollare ogni calcolo. Ci siamo fatti grandi risate.
E' stato promosso senza riserve, l'anno prossimo, vedrete, con la goniometria sarà fra i migliori di classe sua. 

Bruno ha fatto il secondo. Un ragazzo d'oro, ma quest'anno ha avuto molta sfortuna fuori da scuola. La tempesta ormonale ha fatto il resto. Vederlo era sempre un piacere: educato, intelligente, svelto, con la mente -quasi- totalmente altrove. Interista lui, romanista io, ci siamo presi in giro fino all'ultimo giorno su chi avrebbe vinto lo scudetto ('cci sua...) e la coppa Italia ('cci sua...). Mentre costruivamo aeroplanini di carta, mi raccontava delle frequenze di Radio Maria che a casa sua si sentono dalla tv, dal citofono, dalla radio della macchina anche se si è su un altro canale, e a casa di una sua amica escono dal termosifone.
Se non capiva un argomento, gli bastava una spiegazione di un secondo che già gli sembrava di conoscerlo da sempre.
E' andato nel pallone troppe volte nei compiti in classe, e dal 4 è riuscito ad arrivare solo al 5. E' stato promosso, ma a settembre avrà l'esame di riparazione. Lo passerà.

Chiara ha fatto il primo. Quando è arrivata da me, era incredula che i primi due compiti fossero andati così male. Alle medie andava benissimo, come era possibile?
"E' possibile perché il liceo è molto diverso dalle medie, si studia in modo diverso e ci si aspettano risultati diversi". Ci siamo messi al lavoro, e i frutti si sono visti dopo un po'.
Chiara ha un bellissimo carattere, ostinata e sicura, si vede che si fida tantissimo di sé, ogni tanto anche troppo, ma decisamente meglio così piuttosto che il contrario.
Era molto dispiaciuta che i risultati non si vedessero subito. Per lei, dopo le prime due lezioni con me in cui aveva capito tutto quello che non aveva capito prima, continuare a prendere 4,5 - 5 è stato un mini-trauma.
"Come è possibile? Tutto questo lavoro è inutile allora?"
Le ho spiegato che il lavoro non si fa mai gratis. Il lavoro ha SEMPRE un valore concreto, che magari non si vede subito, ma si vedrà dopo un po'.
Promossa con la sufficienza piena. Non avevo dubbi. Si candida ad essere una delle più brave in matematica in classe sua.

Daria e Eleonora hanno fatto il primo insieme. Compagne di banco, amiche per la pelle dalla prima elementare. Le ho seguite insieme. Sono partite entrambe da un primo compito in cui hanno preso 2. All'inizio si sono messe con la convinzione, anche perché voti così bassi scottano. Sono balzate alla sufficienza piena in due settimane. Poi sono riscese (ma questo è normale). Daria si è rimessa sotto, voleva e doveva recuperare, l'ho vista piangere per un 5. Eleonora più distratta, o più arrendevole, oppure meno interessata, non sono più riuscito a recuperarla. Quando un esercizio non veniva a Daria, intignava finché non veniva; Eleonora pelopiù si lamentava e lo lasciava lì.
Inizialmente (ingenuo) pensavo che la distrazione di Eleonora fosse dovuta ai succhiotti che aveva ogni volta sul collo quando veniva. Poi quando ha iniziato ad arrivare coi succhiotti anche Daria, teneramente coperti coi capelli, ho pensato che non poteva essere così.
Le due si sono distanziate sempre di più.
Daria è stata promossa con la sufficienza (niente esame di riparazione), mentre Eleonora ha perso l'anno, per le insufficienze persistenti in matematica e molte altre materie. Cambierà scuola.
Questa storia dimistra che i succhiotti non sono né un deterrente né un incentivo. Quindi, a 14-15 anni, meglio averli.

Francesco ha preparato l'esame di Matematica Generale all'università. Già l'aveva preparato (con me) a febbraio: gli avevano offerto un 18, gli ho suggerito di rifiutarlo. E' tornato all'appello successivo, e il professore non gli ha neanche corretto lo scritto a causa di uno o due errori di troppo nei prerequisiti. Ha dovuto ripreparare l'esame da capo adesso.
L'ha passato al primo colpo, con 22. Basso. Avevamo lavorato tantissimo e molto bene, aveva una preparazione di gran lunga superiore al 22. E poi, per prendere 22 a giugno, tanto valeva accettare 18 a febbraio: un 22 non è altro che un 18 con gli interessi.
Ma tant'è. L'importante è che sia andata. Ormai ci conosciamo talmente bene che potremmo anche diventare amici.

Anche Giovanna ha preparato l'esame di Matematica, ma in un'altra università. E' arrivata da me che neanche sapeva sviluppare il quadrato di un binomio. Ma si è messa a lavorare sodo, anzi, a imparare a memoria tutto, ha fatto duemila esercizi fino a che non ha imparato a memoria anche quelli, ogni volta che tentavo di spiegarle qualcosa, mi chiedeva, arrogante e presuntuosa, se non ci fosse una formuletta da imparare a memoria senza capirla. Inutile specificare che abbiamo litigato in continuazione.
Più d'una volta sono stato sul punto di mandarla via, ma ogni volta poi pensavo che non si lascia una persona a piedi a un mese - due settimane - una settimana dall'esame. Ma non l'ho mai potuta sopportare.
Ha fatto l'esame al primo colpo. 30. No comment.

L'ultimo è stato Mario: il migliore. Più grande di me d'età, voleva entrare nei Vigili del Fuoco, e per farlo doveva passare un test (sia scritto che orale) di cultura generale, che prevedeva anche domande di matematica e geometria. Mario non sapeva NIENTE. Abbiamo studiato sui libri delle medie. E' strano spiegare il teorema di Pitagora a un ragazzone di 30 anni e passa, dargli gli esercizi che faccio con mia sorella, che di anni ne ha 12. Si è messo con grande impegno, grandissima umiltà, prendeva appunti ordinati e mi ascoltava con la maturità di chi lo fa per sé, non perché glielo hanno detto.
Mario ha sostenuto l'esame, l'ha passato, adesso è Vigile del Fuoco, e sono felicissimo per lui.
Quando vorrò rivederlo sarà facile: basterà appiccare fuoco alla mia casa.

Ho partecipato, ho voluto bene a tutti. Spero di avergli insegnato delle cose utili per loro, spero di avergli insegnato a non avere più bisogno di me.

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