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Diario
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2 dicembre 2010

Perché fa ancora paura la parola "eutanasia"?

Sono rimasto molto colpito (come se non me l'aspettassi) dal mini-dibattito che è avvenuto ieri mattina alla Camera dei Deputati.
In seguito al suicidio di Monicelli,
Rita Bernardini (Pd) si è alzata per sollecitare una riflessione sulla "dolce morte".
Paola Binetti (Udc) prima, Enrico  La Loggia (Pdl) poi, gli hanno risposto che è un'irresponsabile, che non si può legalizzare il suicidio, che Monicelli era una persona disperata, e così via.

Io non entro nel privato di Monicelli, come non dovrebbe fare nessuno, ma qualche dato oggettivo lo si può ricavare.
Una persona di 95 anni, malata in fase terminale, oggi in Italia non può decidere di sé. Ha davanti due opzioni: o si rassegna a mesi di sofferenze su un letto d'ospedale che condurranno alla sua morte, o si butta dal quinto piano.
La Binetti ti risponderebbe che questa persona non dovrebbe essere lasciata sola, ma accompagnata e accudita. E sarei anche d'accordo, se il suo destino potesse sceglierlo, anziché farlo scegliere a chi lo accudisce.
La questione è filosofica: da dove proviene il diritto che la Binetti si arroga di decidere di come devo morire io?
Lei ti risponderebbe: "da Dio".
Tralasciamo per un attimo il fatto che chi dice di ricevere ordini direttamente da Dio è uno psicopatico e niente di più, e proviamo a prenderla sul serio.
La Binetti prende ordini (morali) dal Vaticano, il quale li prende da due millenni di papati e apostasie, i quali li prendevano dai Vangeli, i quali erano racconti di Gesù, quindi erano sacri. Quindi, nella testa della Binetti, lei parla un po' anche a nome di Gesù.

Ma visto che la questione è ancora aperta (non si sa se Gesù sia esistito o no, non ha mai detto niente contro l'eutanasia, il papato di oggi non ha niente a che vedre col cristianesimo delle origini, eccetera), un minimo di coerenza logica le imporrebbe di dire "io credo questo, e vivo secondo il mio credo. Voi credete altre cose, fate un po' voi". Invece no. Seguendo il principio tipico delle leggi cattoliche, il cattolico pretende di imporre il suo codice etico anche a tutti gli altri. "Visto che per me questo è peccato, nessuno deve farlo". Che è il principio di tutte le dittature teocratiche, come quella dei talebani e dell'Iran. E' un modello di Stato superato da circa un millennio, nel cosiddetto "mondo civilizzato".

A cosa ci porta questo? Ad essere uno dei pochi paesi in Europa (forse l'unico?) in cui un 95enne in fase terminale, se vuole evitarsi mesi di inutili sofferenze, deve buttarsi dal quinto piano. Questo non è uno stato civile.
Come scrivevo in un post precedente, io ho perso tre nonni. Due all'Ospedale Agostino Gemelli (dove sono anche nato), uno al San Filippo Neri.
Sono stato vicino a tutti e tre. Tutti e tre dicevano di voler morire, poi lo gridavano con quel fiato (poco) che gli era rimasto, poi, dopo settimane di agonia, sono morti. E io, costretto da uno Stato medievale, mi sono ritrovato a pensare più d'una volta "speriamo che muoia presto". Ogni giorno in più di tortura, ringraziavo la Chiesa.
Un'altra persona anziana di mia conoscenza ha avuto la fortuna di morire in Olanda. Una volta diagnosticato che il tumore era in fase terminale, e che ci sarebbe stata solo l'agonia e poi la morte, questa persona ha potuto scegliere per l'eutanasia. E' morta nel suo letto, dolcemente, circondata dalla moglie e dai suoi figli.
In Olanda sanno cosa sia la dignità, perché non ci sono politici come la Binetti.

Io non lo so perché il Vaticano insista tanto su questo tema, in modo così ottuso, con questa cattiveria, con questo accanimento sui malati terminali. Non lo so perché il Vaticano causi volontariamente tutta questa sofferenza evitabile. Tanto più che quando un certo Wojtyla disse "lasciatemi andare nella casa del Padre", a lui i tubi li staccarono.
"Le scritture" non sono che un pretesto, e basta aver studiato un po' di storia per sapere che la Chiesa ha compiuto le peggiori nefandezze richiamandosi a fantomatiche "scritture" piegate ad arte ed interpretate fino a stravolgerne il senso, per giustificare l'ingiustificabile.
Quello che la Chiesa fa ha, e ha avuto, sempre finalità politiche o economiche. "Le scritture" sono sempre state un paravento, una trappola per allodole, e hanno funzionato, vista la quantità di allodole che ci sono cascate (e che ancora ci cascano!).
Quello che non posso fare a meno di notare, però, è che un'ampissima maggioranza di ospedali (come i due che citavo prima) sono della Chiesa Cattolica. E che lo Stato italiano li finanzia per circa un miliardo di euro l'anno. Che dove vanno a finire? Tutti in medicine per i malati? L'apparente insensatezza della posizione della Chiesa sul fine vita mi lascia immaginare che ci sia "qualcuno" che ci fa una gran cresta.

Una nota conclusiva sull'intervento di La Loggia. L'ignorante ha detto che Monicelli aveva bisogno di "speranza". Ma sentite cosa diceva Monicelli della speranza:
La speranza di cui parlate è una trappola. E’ una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni. La speranza è quella di quelli che ti dicono “state buoni, state zitti, pregate, avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà. Perciò adesso state buoni, ci sarà l’aldilà”. [...] Mai avere la speranza, la speranza è una trappola. E’ una cosa infame, inventata da chi comanda.

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