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20 dicembre 2010

LETTERA APERTA A BERSANI, D'ALEMA, FRANCESCHINI, LETTA

Cari e care,
è il momento dell'azione. Ho scritto questa lettera aperta ai dirigenti del Pd, che in questi giorni stanno prendendo una decisione storica: allearsi con Fini e Casini, oppure con Di Pietro e Vendola?
Leggetela e, se la condividete, mandategliela anche voi. Fate un copia-incolla al Partito Democratico, sui loro siti personali, sulle loro pagine Facebook, mandategliela in forma cartacea, insomma, fate voi. Dobbiamo pressarli, fargli capire che non devono suicidare loro stessi e una Nazione intera. Il momento è topico. Mobilitiamoci. Partecipate all'iniziativa, e diffondetela.
Per scrivere a D'Alema ho trovato info@massimodalema.it
Per scrivere a Franceschini, ho trovato
questo link
Per scrivere a Letta, ho trovato la sua
pagina Facebook. Idem per Bersani.
Per scrivere al Pd, invece, non ho trovato niente, magari voi avrete più fortuna. Cercate anche voi altri indirizzi. Io non voglio convincerli: voglio che mi rispondano. Magari se gli arrivano decine di copie della stessa lettera, saranno obbligati a farlo.

LETTERA APERTA A BERSANI, D'ALEMA, FRANCESCHINI, LETTA

Cari Pierluigi, Massimo, Dario ed Enrico,
in questi giorni, nel centrosinistra, è un gran discutere di alleanze. Che significa discutere di identità, e la sinistra ha tanto bisogno di identità tanto quanto il Paese ha bisogno di sinistra.
La mia lettera si propone di spingere voi, classe dirigente del principale partito di centrosinistra italiano, a riflettere bene, prima di cercare alleanze col "terzo polo" di Fini e Casini.

Franceschini equipara questo periodo alla Resistenza, per invocare l'unione di tutte le forze antiberlusconiane. Concordo col paragone, ma si rende conto Franceschini che questa rincorsa al centro ha fatto perdere al PD milioni di voti? Che un PD alleato con Fini e Casini non lo voterebbe davvero più nessuno? Perché Franceschini, nel suo videomessaggio, ricorda Razzi e Scilipoti, ma non Calearo e Cesario? Fa già parte della strategia di rottura e rimpallo delle responsabilità con l'IdV?
Seguire la proposta di Franceschini significa regalare a Berlusconi una campagna elettorale intitolata "Berlusconi contro tutti". In queste contese Berlusconi è un maestro, e in vita sua le ha vinte tutte.

Nel Manifesto dei Valori del PD, a pagina 2, c'è scritto: "nasce l'esigenza di costruire un bipolarismo nuovo, fondato su chiare alleanze per il governo e non più su coalizione eterogenee, il cui solo obiettivo sia battere l'avversario".
Per il PD le parole hanno ancora senso, o siamo stati contagiati tutti dal virus berlusconiano di cambiare senso alle parole?

L'aggregazione al centro di Fini, Casini, Rutelli e Lombardo, le recenti chiusure di Casini a sinistra e sue contestuali aperture a destra, dovrebbero portare senza sforzo il PD a costituire una solida alleanza di sinistra, con IdV e Sel. E' l'evoluzione più naturale, più logica, che un partito di centrosinistra come il PD possa seguire. Senza contare l'aspetto numerico: qualsiasi sondaggio elettorale mostra come un PD alleato al centro prenda meno voti di un PD alleato a sinistra!
Perché tanta paura? Perché tanta titubanza? E' solo un problema di leadership? Se ci tenete tanto, tenetevela, a me non importa. Ma voglio che in Italia esista ancora una sinistra, e la decisione, in questi giorni, è in mano vostra.

Bersani si è detto "pronto a sacrificare le primarie", come se stesse facendo un grande sforzo. Ma come si fa a non notare che "sacrificando" le primarie rimarrebbero inalterate le gerarchie interne, con gran beneficio di chi oggi ne è al vertice? Che gli unici beneficiari del "sacrificio" delle primarie sono proprio quelli che le sacrificherebbero?
Bersani, credi che gli elettori non se ne accorgano?
Tante volte, Bersani, ti ho sentito dire "abbiamo perso milioni di elettori, e ancora ne stiamo perdendo, dobbiamo aprire una seria riflessione". Bene, potremmo sapere anche noi quali sono stati i frutti di questa riflessione? Perché se dopo la riflessione avete deciso di imporre dall'alto un'alleanza a destra, forse è il caso che vi mettiate a riflettere da capo.

Queste primarie s'han da fare, e prima le si fanno, meglio è. Domani potrebbe essere troppo tardi. E' il minimo di democrazia che avete il dovere di garantire a chi vede nel PD una reale alternativa al berlusconismo.
D'Alema obietta che dalle primarie uscirebbe un candidato che, con la minoranza relativa di voti, diventerebbe candidato di tutti. E' vero, ma allora perché nello Statuto del PD, articolo 1, comma 2, c'è scritto: "Il PD affida a tutte le sue elettrici e i suoi elettori le decisioni fondamentali che riguardano l'indirizzo politico, l'elezione delle più alte cariche interne, la scelta delle sue candidature per le principali cariche istituzionali"? L'avete scritto voi.
Per il PD le parole hanno ancora senso, o siamo stati contagiati tutti dal virus berlusconiano di cambiare senso alle parole?

E poi, D'Alema, perdonami: è meglio un leader di coalizione eletto da una minoranza relativa di persone (nella peggiore delle ipotesi, centinaia di migliaia), oppure uno imposto dall'alto, da cinque-sei persone che hanno deciso nel chiuso di una stanza?
D'Alema, credi che chi ha smesso di votare PD, e chi ancora smetterà, domande come queste non se le ponga?

Letta: ti rendi conto che confondi i tuoi elettori se, quando Di Pietro ti propone un "matrimonio a tre" con Vendola, tu rispondi "non ci sarà nessun matrimonio perché non c'è stato nessun fidanzamento"? E le alleanze del 2006 e del 2008? E tutte le amministrazioni locali targate Pd-IdV-Sel? Sono avvenute a tua insaputa o contro la tua volontà?

Nel Manifesto dei Valori del PD si parla di ridare la voce ai giovani. Cosa credete che vi chiedano, i giovani? Provateci, a chiederglielo, e sentite se vi rispondono di allearsi con Fini e Casini, o se vogliono delle primarie di coalizione, aperte, in cui confrontare persone, programmi e alleanze, dopodiché elezioni.

Cari Pierluigi, Massimo, Dario ed Enrico, l'11 dicembre manifestavate a piazza San Giovanni. In una Roma gelata scaldavate il cuore dei vostri elettori parlando di nuova Italia, di fine dell'epoca berlusconiana, di cambiamento. Era questo a cui vi riferivate? All'alleanza con Fini e Casini? Al "sacrificio" delle primarie?
Cari Pierluigi, Massimo, Dario ed Enrico, vi invito a pensarci bene. Questo è un momento cruciale, e senza scelte coraggiose siamo, tutti, destinati a sconfitte sempre più cocenti e pericolose. Bisogna avere il coraggio di chiedere ai vostri militanti e simpatizzanti, che sono la vostra forza, chi e cosa vogliono per il futuro. E impegnarsi anima e corpo per trasformare in realtà la risposta, qualsiasi essa sia.

Per un partito che si definisce "democratico", le parole hanno ancora senso, o siamo stati contagiati tutti dal virus berlusconiano di cambiare senso alle parole?

Cordialmente,
Pierpaolo Buzza
pierpa.buzza@libero.it

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