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26 gennaio 2011

Indice dei migliori post - CHIESA

Perché fa ancora paura la parola "eutanasia"?

La Gelmini: "leggiamo la Bibbia a scuola". Ma leggiamo la Costituzione, piuttosto!

Bagnasco parla di suicidio demografico

Retaggi medievali nel Vaticano (e dove sennò?)

Ratzinger e i "bambini innocenti"

Il mio sbattezzo

Vedo la santità der Cuppolone dentro la maestà der Colosseo

E se fosse stato impiccato?

Troppo comodo, figliuoli


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permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 26/1/2011 alle 12:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

2 dicembre 2010

Perché fa ancora paura la parola "eutanasia"?

Sono rimasto molto colpito (come se non me l'aspettassi) dal mini-dibattito che è avvenuto ieri mattina alla Camera dei Deputati.
In seguito al suicidio di Monicelli,
Rita Bernardini (Pd) si è alzata per sollecitare una riflessione sulla "dolce morte".
Paola Binetti (Udc) prima, Enrico  La Loggia (Pdl) poi, gli hanno risposto che è un'irresponsabile, che non si può legalizzare il suicidio, che Monicelli era una persona disperata, e così via.

Io non entro nel privato di Monicelli, come non dovrebbe fare nessuno, ma qualche dato oggettivo lo si può ricavare.
Una persona di 95 anni, malata in fase terminale, oggi in Italia non può decidere di sé. Ha davanti due opzioni: o si rassegna a mesi di sofferenze su un letto d'ospedale che condurranno alla sua morte, o si butta dal quinto piano.
La Binetti ti risponderebbe che questa persona non dovrebbe essere lasciata sola, ma accompagnata e accudita. E sarei anche d'accordo, se il suo destino potesse sceglierlo, anziché farlo scegliere a chi lo accudisce.
La questione è filosofica: da dove proviene il diritto che la Binetti si arroga di decidere di come devo morire io?
Lei ti risponderebbe: "da Dio".
Tralasciamo per un attimo il fatto che chi dice di ricevere ordini direttamente da Dio è uno psicopatico e niente di più, e proviamo a prenderla sul serio.
La Binetti prende ordini (morali) dal Vaticano, il quale li prende da due millenni di papati e apostasie, i quali li prendevano dai Vangeli, i quali erano racconti di Gesù, quindi erano sacri. Quindi, nella testa della Binetti, lei parla un po' anche a nome di Gesù.

Ma visto che la questione è ancora aperta (non si sa se Gesù sia esistito o no, non ha mai detto niente contro l'eutanasia, il papato di oggi non ha niente a che vedre col cristianesimo delle origini, eccetera), un minimo di coerenza logica le imporrebbe di dire "io credo questo, e vivo secondo il mio credo. Voi credete altre cose, fate un po' voi". Invece no. Seguendo il principio tipico delle leggi cattoliche, il cattolico pretende di imporre il suo codice etico anche a tutti gli altri. "Visto che per me questo è peccato, nessuno deve farlo". Che è il principio di tutte le dittature teocratiche, come quella dei talebani e dell'Iran. E' un modello di Stato superato da circa un millennio, nel cosiddetto "mondo civilizzato".

A cosa ci porta questo? Ad essere uno dei pochi paesi in Europa (forse l'unico?) in cui un 95enne in fase terminale, se vuole evitarsi mesi di inutili sofferenze, deve buttarsi dal quinto piano. Questo non è uno stato civile.
Come scrivevo in un post precedente, io ho perso tre nonni. Due all'Ospedale Agostino Gemelli (dove sono anche nato), uno al San Filippo Neri.
Sono stato vicino a tutti e tre. Tutti e tre dicevano di voler morire, poi lo gridavano con quel fiato (poco) che gli era rimasto, poi, dopo settimane di agonia, sono morti. E io, costretto da uno Stato medievale, mi sono ritrovato a pensare più d'una volta "speriamo che muoia presto". Ogni giorno in più di tortura, ringraziavo la Chiesa.
Un'altra persona anziana di mia conoscenza ha avuto la fortuna di morire in Olanda. Una volta diagnosticato che il tumore era in fase terminale, e che ci sarebbe stata solo l'agonia e poi la morte, questa persona ha potuto scegliere per l'eutanasia. E' morta nel suo letto, dolcemente, circondata dalla moglie e dai suoi figli.
In Olanda sanno cosa sia la dignità, perché non ci sono politici come la Binetti.

Io non lo so perché il Vaticano insista tanto su questo tema, in modo così ottuso, con questa cattiveria, con questo accanimento sui malati terminali. Non lo so perché il Vaticano causi volontariamente tutta questa sofferenza evitabile. Tanto più che quando un certo Wojtyla disse "lasciatemi andare nella casa del Padre", a lui i tubi li staccarono.
"Le scritture" non sono che un pretesto, e basta aver studiato un po' di storia per sapere che la Chiesa ha compiuto le peggiori nefandezze richiamandosi a fantomatiche "scritture" piegate ad arte ed interpretate fino a stravolgerne il senso, per giustificare l'ingiustificabile.
Quello che la Chiesa fa ha, e ha avuto, sempre finalità politiche o economiche. "Le scritture" sono sempre state un paravento, una trappola per allodole, e hanno funzionato, vista la quantità di allodole che ci sono cascate (e che ancora ci cascano!).
Quello che non posso fare a meno di notare, però, è che un'ampissima maggioranza di ospedali (come i due che citavo prima) sono della Chiesa Cattolica. E che lo Stato italiano li finanzia per circa un miliardo di euro l'anno. Che dove vanno a finire? Tutti in medicine per i malati? L'apparente insensatezza della posizione della Chiesa sul fine vita mi lascia immaginare che ci sia "qualcuno" che ci fa una gran cresta.

Una nota conclusiva sull'intervento di La Loggia. L'ignorante ha detto che Monicelli aveva bisogno di "speranza". Ma sentite cosa diceva Monicelli della speranza:
La speranza di cui parlate è una trappola. E’ una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni. La speranza è quella di quelli che ti dicono “state buoni, state zitti, pregate, avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell’aldilà. Perciò adesso state buoni, ci sarà l’aldilà”. [...] Mai avere la speranza, la speranza è una trappola. E’ una cosa infame, inventata da chi comanda.

24 settembre 2010

Ma guarda un po'

Ho trovato una notizia di cui probabilmente non parlerà nessuno, in Italia: La Commissione europea aprirà una procedura contro l'Italia, a metà ottobre, per aiuti di Stato per le esenzioni fiscali alla Chiesa. Anzi, per la precisione, all' "azienda-Chiesa" che, grazie all'esenzione dall'ICI e dal 50% dell'IRES, risparmia ogni anno due miliardi di euro e "conseguenti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti laici".

Qui c'è il link per leggere la notizia completa.

Entro 18 mesi sapremo se l'Italia sarà assolta o condannata. Nel secondo caso, dovrebbe chiedere miliardi di risarcimento alla Chiesa di tasse non pagate.
Qualcosa mi dice che l'Italia sarà condannata, ma che il risarcimento non lo chiederà mai.

9 ottobre 2009

Perché mi sbattezzerò il 25 ottobre

Il 25 ottobre 2009 sarà una giornata molto importante. Perché ci sono le primarie del Pd, dove non vedo l'ora di andrare a votare per Ignazio Marino (come già detto in questo post), e perché il 25 ottobre è anche la giornata nazionale dello sbattezzo (in questo link c'è anche scritto come fare per sbattezzarsi).

Che vuol dire sbattezzarsi? Significa ottenere l'annullamento del battesimo, ed uscire ufficialmente dalla Chiesa Cattolica. Io lo farò con entusiasmo, visto che sono stato costretto ad entrare nella Chiesa quando ero troppo piccolo per capire. Non ho niente contro la mia famiglia che mi ha battezzato (non potevano sapere che sarei cresciuto così male), ma ho molto contro la pratica diffusa di battezzare i bambini piccoli.

Allora, visto che lo sbattezzo è un diritto, io mi appresto ad esercitarlo. Cercherò di riassumerne qui i motivi. Questa piccola lista di motivi non ha la pretesa di essere esaustiva, tutt'altro: vuole essere uno spunto per iniziare un dibattito, non certo per concluderlo. Ognuno dei motivi sotto citati meriterebbe un post a parte. Ma procediamo per sommi capi.

Primo. Iniziamo a sfatare un triste luogo comune: IL CATTOLICESIMO NON C'ENTRA NIENTE CON DIO. Lo specifico perché l'obiezione che spesso mi viene rivolta è "ok, la Chiesa non è credibile, ma io ho bisogno di spiritualità!" Benissimo. Anche io ho bisogno di spiritualità, come tutti. Infatti sono una persona molto spirituale e (believe it or not) ipotizzo l'esistenza di un'energia universale ordinatrice che, con un po' di sforzo, potremmo anche chiamare Dio. Perfetto. Ma che c'entra questo con il Papa?
Che c'entra lo slancio di ognuno di noi verso il Divino con il Vaticano? Niente, direi. Altrimenti tutti quelli che professano altre fedi (ebrei, islamici, ma anche cristiani non cattolici come i protestanti che considerano il Papa come l'Anticristo) sarebbero dannati per l'eternità? Non credo sia un'ipotesi credibile.
Il Papa, il Vaticano, sono cose molto terrene. Difensori di concretissimi interessi politici ed economici. La Chiesa è una multinazionale, anche molto fruttuosa, e trovo quantomeno scorretto che continui a farsi scudo della parola "Dio".
Sbattezzarsi significa dissociarsi dal Vaticano, quindi iniziare un percorso di spiritualità vero, personale, indipendente, scevro da preconcetti imposti da vecchi burocrati vestiti in modo buffo.

Secondo. Il cattolicesimo non ha senso. E' basato su un impianto teorico (vecchio e nuovo Testamento) che fa acqua da tutte le parti. E, come se non bastasse, su duemila anni di riletture, capovolgimenti, contraddizioni, interpretazioni di comodo dei papati. Ormai siamo arrivati al punto che, pur di tenere insieme storie incredibili e anacronistiche, si sostengono tesi assurde. La transustanziazione (ovvero l'ostia che diventa fisicamente carne). La verginità di Maria. L'assunzione in cielo della Madonna. Adamo ed Eva. L'infallibilità papale. Il fatto che il Papa sia l'intermediario fra l'uomo e Dio. Il peccato originale. E tanti altri.
Quale persona sana di mente potrebbe credere a cose del genere? Occhio che sono dogmi, non sono optional. Basta che non ne riconosciate anche solo uno, e non potete dirvi cattolici.
Mi domando: perché rimanere all'interno di un'organizzazione che porta avanti messaggi come questi? Ce l'ha ordinato il dottore?
Il cattolicesimo, in Italia, si fa forte solo della quantità di adepti. Ma la massa dà la forza, non certo il diritto.

Terzo. La giornata dello sbattezzo è organizzata dall'UAAR. Messi sul piatto i cervelli di Piergiorgio Odifreddi e Margherita Hack contro quelli di Paola Binetti e Joseph Ratzinger, è ovvio da che parte penda la bilancia. Fosse anche solo per istinto, so di chi fidarmi (e di chi no).

Quarto. Per dare un segnale politico. I politici temono la Chiesa perché pensano che pensano che possa orientare tanti voti da decidere il risultato delle elezioni. E' per questo che il Vaticano detta l'agenda politica all'Italia. E forse è anche vero. Ma è importante che in Parlamento sappiano anche che c'è tanta gente che vuole leggi laiche. Perché l'Italia è uno Stato laico, ricordiamolo.

Quinto. Lo Stato italiano, senza contare quindi amministrazioni locali, dà, ogni anno, NOVE MILIARDI DI EURO alla Chiesa Cattolica. 1 con l'otto per mille; 2 fra prof. di religione, finanziamenti a scuole cattoliche, finanziamenti, etc; 6 per esenzioni fiscali (per beni, soprattutto immobili, stimabili attorno ai 30 miliardi di euro).
Sbattezzarsi significa dissociarsi anche da questo.

Sesto. Come già detto, il battesimo è un atto impositivo. Viene somministrato a chi non è in grado di intendere e di volere. Chi ci crede è giusto che se lo tenga. Ma chi non ci crede avrebbe non solo il diritto, ma anche il dovere, di compiere un gesto ufficiale per prendere le distanze da questa imposizione.
Credo non si possa invocare un sostanziale cambiamento "in alto", se nel nostro piccolo non siamo disposti a portare avanti le nostre idee se questo potrebbe far arrabbiare/dispiacere qualche parente.

Settimo. Non è vero, come sento dire spesso, che "il cattolicesimo ha portato avanti i valori civili". Si citano spesso i 10 comandamenti. Ma pochi sanno che i 10 comandamenti erano una preghiera egizia per i loro morti. Il Padre Nostro era una preghiera ebraica. La stragrande maggioranza dei riti cattolici sono rituali pagani reciclati (male). E poi il cattolicesimo ha portato avanti valori come la fratellanza e la carità quando era in minoranza e i cattolici erano perseguitati. Quando sono diventati maggioranza, i cattolici sono diventati persecutori e, insomma, sappiamo tutti di quali crimini si siano macchiati. Quindi questi "valori civili" meriterebbero forse un approfondimento.
Sbattezzarsi significa prendere le distanze da una concezione propagandistica per cui gli unici portatori di moralità siano i religiosi. Perché, i laici non hanno valori? Ne hanno eccome. I valori laici sono tanti e tanto belli, rispetto ai dogmi cattolici.

Ottavo. Perché dai, siamo seri: non andremo all'Inferno per questo.


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permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 9/10/2009 alle 10:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

23 settembre 2009

Accadrà ieri 23sett09

*Strauss-Kahn, numero uno del Fmi, ha detto che “la crisi mondiale potrebbe trascinare i Paesi poveri in sanguinose guerre”. Che, tradotto in gergo Pdl, sarebbe: “la percezione di minore sicurezza economica potrebbe condurre i Paesi rimasti fuori dal benessere in gloriose missioni di pace”.

*Justin Gignac, artista americano, riesce a vendere spazzatura in tutto il mondo. La sua provocazione è che, col giusto packaging, si riesce a vendere qualsiasi cosa.
L’artista: “l’idea mi è venuta quando, nei miei viaggi, ho visto vendere un piduista in un lifting”.

*Franceschini: “la Chiesa non mi può dire come votare in Parlamento”. Ormai è talmente bravo che lo capisce da solo.

15 settembre 2009

Anatemi benedetti

Ieri pomeriggio, come tutti i 14 settembre da tredici anni a questa parte, sono andato in chiesa. Non lo faccio per me ma per motivi familiari, e perché il più delle volte il bene che voglio ai miei nonni sopravanza la mia naturale intransigenza.
Immaginatevi cosa può succedere quando il prof. Woland entra in una chiesa: di solito iniziano a bollire le acquasantiere, i muri si crepano, e i santi negli affreschi cambiano espressione.

Durante la predica, il prete ha rivolto una domanda diretta al pubblico: "qual è l'ornamento più bello che si può mettere in una casa, in una scuola, in qualsiasi luogo?" Io, fra me e me, penso:
1) i fiori.
2) con un concetto un po' più esteso di "ornamento", l'amore.
3) non so, un poster della copertina di
Sheik Yerbouti?

Per fortuna ce lo svela il prete: l'ornamento più bello è la croce. Chiaramente, sopra alla croce devi metterci un Cristo agonizzante. E sì insomma, per il tuo buonumore e per abbellire il tuo ambiente di lavoro, non c'è niente di meglio che una fedele riproduzione di uno strumento di tortura e di morte, con sopra un cadavere.

Ogni tanto ci penso: se a Gesù fosse stata tagliata la testa, le chiese sarebbero piene di riproduzioni di ghigliottine. Se a Gesù fosse stata praticata un'iniezione letale, oggi entrando in chiesa ci si dovrebbe fare il segno della siringa.
E comunque sarebbero simboli di cose che uccidono, ma senza torturare: sulla croce invece si moriva per il dolore e per il lento soffocamento. Invero un bel simbolo.

Poi l'omelia ha raggiunto il suo top: l'anatema contro i bestemmiatori. Il prete ce l'aveva talmente tanto con chi bestemmiava che, nella sua escalation di odio, è arrivato a dire: "ora, è solo Dio che giudica, ma... chi bestemmia non si salva, eh".
Lo ascoltavo con gli occhi sgranati, ma il meglio è arrivato dopo. Riporto le sue parole tesuali:

"Una volta mi hanno chiamato in una casa dove c'era un bestemmiatore incallito. Io gli ho detto di smettere, lui mi ha risposto -và via, prete.- (e qui sembrano i dialoghi del Piccolo Diavolo di Benigni, ndr). Io gli ho urlato -smetti di bestemmiare!-, e lui di nuovo mi ha cacciato. Allora ho preso un crocifisso e gliel'ho messo in bocca (il crocifisso, spero, ndr), e gli ho detto -BACIA! BACIA IL CROCIFISSO!! ADORA GESU'!!- (qui invece i dialoghi sembrano direttamente quelli dell'Esorcista, ndr). E lui... lui... lui ha detto una bestemmia che le mie orecchie non avevano mai sentito. In quel momento: PAM, secco."

Io non riuscivo a credere alle mie orecchie. Il prete si stava compiacendo che un bestemmiatore è morto davanti ai suoi occhi, con una bestemmia in bocca? Ma il meglio deve ancora venire. Prosegue il prete:

"Immediatamente, il suo cadavere è diventato nero come un tizzone. I familiari mi hanno chiesto -che sta succedendo?-, e io gli ho risposto -bah. E' andato all'inferno-."

Giuro, questa cosa è successa ieri pomeriggio in chiesa. Potrei commentarlo per pagine e pagine ma forse non ce n'è bisogno. Vorrei solo lanciare un messaggio a tutti i cattolici che mi leggono: ragazzi, ripensateci. Non è mai troppo tardi.

Due curiosità:

1) pare che Ratzinger abbia modificato lo "scambiamoci un segno di pace". Prima ti davi la mano con un po' di gente, ora lo puoi fare con una persona sola: quella più vicina a te. Perché Ratzi presuppone che se tu ti sei messo lontano da un'altra persona, vuol dire che non ci stai in buoni rapporti, e dargli la mano in chiesa sarebbe da ipocriti. E il Papa è uno che di ipocrisia se ne intende.

2) fuori dalla chiesa, una signora mi ha raccontato la seguente barzelletta sui bestemmiatori:
Un gruppo di frati sta zappando l'orto. Uno si dà la zappa su un piede e gli scappa un "per la Madonna!". Si rende conto del peccato mortale che ha commesso, ma viene salvato dagli altri che, in coro, urlano "hip hip, urrà!"

(A me ha fatto ridere. Sarà che ero reduce dall'omelia di cui sopra, e avrei riso anche nel vedere una macchina che si parcheggiava)

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