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30 luglio 2010

Riassunto di questa giornata storica, con appello finale: Nichi, se se ci sei, batti un colpo!

Cominciamo dall'inizio: Berlusconi caccia Fini e i finiani dal Pdl. Berlusconi si esprime nei seguenti termini "quando in una squadra si litiga negli spogliatoi, i tifosi non capiscono, si disaffezionano. Figuriamoci quando lo fanno pubblicamente". Ed ecco che da oggi l'equazione politica-calcio elettori-tifosi acquista una nuova paternità. Come viene ridefinito il concetto di "confronto" e di "polemica".
Il PDL, come il vecchio PCI della migliore tradizione stalinista, diventa un partito di ferro. Se sei d'accordo con la linea, stai dentro. Sennò vai fuori. Non si discute il Capo.
Terremoto politico. Fini gli risponde che "d'ora in poi dovranno trattare su tutto".

Berlusconi ha paura, perché gli sta cadendo il Governo, perché gli stanno arrestando tutti i complici e prima o poi arriveranno anche a lui, e senza leggi ad personam Berlusconi è virtualmente già in galera, e scatena la grottesca controffensiva di Minzo-power, che ormai ha scalzato Fede nella classifica dei vermi.

La paura di Berlusconi è fondata, perché come si vede da questo grafico, senza i finiani (34 alla Camera, 14 al Senato), la maggioranza è in bilico. Bocchino dice chiaro e tondo "siamo tanti, vi stupiremo".
Personalmente, e per il bene dell'Italia, spero che i finiani facciano passare a Berlusconi e ai berlusconidi settimane d'inferno. Ma, sia chiaro, la mia considerazione per i vari Fini, Bocchino, Bongiorno, Granata, Baldassarri, Augello, e compagnia bella, non cambia di una virgola. Rimangono degli opportunisti come lo sono stati tutta la vita (politica), a partire da quando votavano le leggi-vergogna senza battere ciglio.

Berlusconi ha dunque bisogno di un altro sostengno per il suo Governo: prova a ingraziarsi l'Udc nominando Vietti come vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (il vicepresidente del Csm è quello che fa tutto, visto che il presidente formalmente è il Capo dello Stato, il quale interviene raramente nelle questioni della giustizia).
Capito chi è Vietti? Cito
Marco Travaglio:
"fedelissimo di Casini (...) ha fatto il sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Berlusconi, quando l’Udc stava con Berlusconi e come sottosegretario alla Giustizia ha condiviso e votato e contribuito a scrivere tutte le leggi vergogna della legislatura dal 2001 al 2006 e materialmente si è occupato di stilare le tabelle con le soglie di non punibilità per la legge sul falso in bilancio, (...) Vietti calcolò quelle soglie in modo che Berlusconi ci stesse dentro per mandare in fumo i suoi processi per falso in bilancio"

E, sorpresa! Il Pd appoggia Vietti. Avete fatto caso che in tutta questa storia il Pd manca del tutto? Sì perché Bersani si è limitato a dire "Berlusconi venga in Aula". Ecco cos'è il Pd. Una specie di ammasso pluricellulare mollo, che va dove va la corrente, come le meduse. Non dice niente, non fa niente, e quando si tratta di eleggere il Csm, uno dei Csm più importanti della storia della Repubblica, perché è chiamato a gestire una fase delicatissima, non trova niente di meglio da fare che appoggiare Vietti, Calvi e Giostra, rigettando le istanze di chi chiedeva membri di specchiata moralità e professionalità come Borrelli, Cordero, Zagrebelsky, Grevi, e Tinti.
E se Marino si incazza, pazienza. Bersani lo zittisce con gli stessi modi e con gli stessi argomenti con cui Berlusconi zittisce Fini.

In questo quadro di sfacelo collettivo, in cui il Sistema viene giù pezzo dopo pezzo, siamo già virtualmente in campagna elettorale. Se vogliamo mandare a casa Berlusconi (ma io preferirei in Tribunale), c'è bisogno di un centrosinistra CREDIBILE e NUOVO.
Ho più di una riserva sul suo modo di fare politica, ma in questo momento l'unico che può farlo è Nichi Vendola.
C'è bisogno di cacciare a pedate Bersani, D'Alema, Franceschini, La Torre, e tutte le espressioni del Pd imputridito che appoggia Vietti e candida De Luca, gente con la quale non vinceremo mai. 

Per questo bisogna presentare dei programmi e fare IMMEDIATAMENTE LE PRIMARIE DI COALIZIONE!! Vendola si è già candidato. Si candidi chi vuole, decidiamo chi deve rappresentare il centrosinistra alle ormai prossime elezioni, e diamoci da fare per recuperare i milioni di voti perduti grazie a D'Alema-Veltroni-Franceschini-Bersani.
Il momento è questo. Il dopo-Berlusconi è già in atto, a chi lo vogliamo lasciare?

Stasera sono in scena a parlare anche di queste cose in un fenomenale e lunghissimo monologo di satira al Makkekomiko, isola Tiberina, ore 23:30!

28 luglio 2010

L'unica cosa giusta è quella sbagliata

Proseguo questo post dal post di ieri, in cui finivo citando l'Esorcista.

(A proposito! Ieri sera ho visto un film che si chiama Blackwater Valley Exorcism, mi ha convinto a vederlo mio cugino perché Ammaniti lo paragona all'Esorcista originale. Abbiamo passato un'ora e mezzo a rotolarci dalle risate. Non c'è niente di più ridicolo di un film che sembra una parodia, mentre si prende incredibilmente sul serio.)

Il succo del post di ieri, che ha lanciato un bel dibattito, era che l'unica cosa giusta da fare, quando le hai provate tutte e hai toccato il fondo, è quella sbagliata, fatta d'istinto e contro ogni logica, che ti fornisce la prospettiva per risolvere un problema altrimenti irrisolvibile.
Fornivo l'esempio mio: per quella che è la mia logica, lottare su ogni pallone, l'ultima ratio, la cosa illogica e innaturale, consiste nel dire "non ce la faccio, mi arrendo". Ma solo perché io non mi arrendo MAI. Pur di non arrendermi, cerco delle ritirate più o meno onorevoli,solo  per non dire "ok, ho perso".
Questo perché io accetto me stesso solo quando vinco, anzi, solo quando stranvinco, anzi solo quando stranvinco partite importanti. Quando vinco normalmente partite normali, mi tollero. Quando sento che sto per perdere, mi sento perso e sbagliato, non mi accetto e non mi perdono.
Quelle rare volte in cui, invece, riesco ad arrendermi e a perdere in pace, spezzo questa spirale perversa, mi voglio bene lo stesso, e incredibilmente la vita mi concede una seconda possibilità. Come nel caso dell'Analisi Statistica Multivariata di cui parlavo ieri, e di qualche altro caso.

Che c'entra l'Esorcista?
C'è una situazione irrisolvibile: Regan è posseduta. Nessun medico riesce a guarirla, non funziona niente di niente. Il tempo stringe, perché il diavolo sta per uccidere la bambina. Si tenta l'esorcismo, e fallisce anche quello. A questo punto della storia si sono battute TUTTE le strade logiche: amore materno, neurologia, neurologia avanzata, psichiatria, ricovero coatto, perfino esorcismo religioso. Eppure niente.
Verso la fine del film, in pieno esorcismo in corso (in cui il diavolo ha solo preso in giro gli esorcisti dimostrando come non lo stessero neanche scalfendo), padre Karras torna nella stanza di Regan, dove padre Merrin stava continuando l'esorcismo da solo.
Appena padre Karras entra, vede che Regan si è sciolta dalle cinghie, e ha ucciso padre Merrin. Regan sta appoggiata alla spalliera del letto, e lo guarda sghignazzando. Padre Karras ha toccato il fondo, ed ecco la svolta-capolavoro.

Karras, che è pugile, in preda all'esasperazione, afferra di peso il diavolo, lo sbatte a terra, gli sale sopra, e inizia a riempirlo di pugni, tutti di destro, gridando "prendi me! Prendi me!!!".
E, magicamente, il diavolo esce da Regan ed entra dentro padre Karras. Il quale, posseduto, sta per avventarsi contro la bambina per strozzarla, ma con un ultimo sussulto (di puro amore paterno),
pur di non uccidere la bambina, si getta dalla finestra uccidendo sé stesso.

Ora: una volta che ho una settimana libera, dedico un post al giorno all'analisi dell'Esorcista, perché tutte queste cose hanno un significato ben preciso, e la mia lettura di quel film è rivoluzionaria e bellissima (in una parola, sostengo che tutto l'Esorcista è la storia di una bambina che vuole il suo papà).
Ma quello che interessa a noi, adesso, è come una storia irrisolvibile si sia risolta nel momento in cui è stato fatto qualcosa di totalmente illogico, fuori da ogni schema, tecnicamente "sbagliato", ma frutto del puro istinto, che -se è davvero puro- non sbaglia mai.

L'altro esempio che citavo è il Sesto Senso. Bellissimo film, tendenzialmente sottovalutato dalla critica.
C'è questo psicologo infantile, Malcom (Bruce Willis), che sta seguendo questo ragazzino, Cole, che è affetto da non si sa quali e quante turbe, e non vuole saperne di guarire. Non parla con nessuno.
Malcom le prova tutte, e non funziona niente. Rimane distante da Cole, che non si apre con lui, e Malcom non sa più che pesci prendere.
Una sera, dopo mille inutili tentativi, Malcom va a trovare Cole in ospedale, e prova a raccontargli una storia. Cole nemmeno lo ascolta. A un certo punto, Cole gli chiede "perché sei triste"?
E lì Malcom, contro ogni logica di psicologo infantile, si apre con Cole, e gli racconta i fatti suoi, il vero motivo per cui sta cercando di aiutarlo, il suo passato da guarire, e così via.
E' proprio questa svolta inaspettata, illogica e istintiva (e "sbagliata", dal punto di vista professionale), che consente a Cole di aprirsi, e di confessare il suo ormai celeberrimo segreto:
"vedo la gente morta".
Ed è lì che la storia acquista un grande spessore, si scioglie e si avvia verso il finale.

E' per questo che sostengo che, alla fine, l'unica cosa giusta è quella sbagliata. E ad ognuno il suo sbaglio.

27 luglio 2010

Piccolo post esemporaneo ma imprescindibile

Dopo questo, io tifo solo per la STJARNAN!

27 luglio 2010

A volte basta dirlo, ma solo quando non te lo aspetti

Ieri (lo preannunciavo in un commento di risposta a Tex) ho avuto un'illuminazione improvvisa, di cui vi parlo.
Ho avuto altri precedenti di questo tipo di folgorazioni, di cui una delle più illustri è quella di Analisi Statistica Multivariata (A.S.M.)
Nella mia vita scorsa studiavo statistica all'università, e l'ultimo esame veramente difficile era analisi statistica multivariata. Si tratta di analizzare set di dati di dimensione n in cui ognuno varia come gli pare, e cercare all'interno di queste multi-variazioni delle regolarità, dei trend, delle componenti che spieghino la più alta percentuale possibile delle altre.
E questo (giuro, non è una battuta) è solo il primo capitolo dell'A.S.M: si chiama analisi in componenti principali.
Gli altri capitoli non me li ricordo.

Non la capivo. Non capivo il professore quando la spiegava in classe, il libro era scritto quasi interamente in greco antico (le grandezze matematiche, statistiche e geometriche di solito si indicano con le lettere greche), e non avrei neanche saputo dove mettere le mani senza un professore che me la spiegasse a tu per tu.
Mia madre ne trovò uno, molto bravo e professionale, a Bruxelles. Così, per preparare l'esame, feci le valigie e mi preparai a stare in Belgio per tutto il tempo necessario a capire l'ASM.

Il professore effettivamente era molto preparato, parlava un italofrancese un po' buffo, ma aveva una particolarità che lo rendeva diverso da tutti gli altri professori che mi hanno fatto ripetizioni: non capivo nemmeno lui!
Credo di essere andato a ripetizioni per un mese, facendo il tragitto casa mia - casa sua con la macchina di mamma, sentendo Caparezza a tutto volume e imparandone a memoria i testi, pieno di volontà, ma senza capire niente. Era molto frustrante, perché non sono abituato a non capire. Piano piano la frustrazione aumentava, e a un certo punto diventò insopportabile.

Alla fine di una lezione, in cui, come in tutte le precedenti, avevo provato, provato, provato, e non avevo capito, stavo mettendo via le mie cose, e il professore mi guardò con un occhiata traversa e sconsolata, come a dire "non ci siamo proprio, vero?".
Allora non ce la feci più a simulare ottimismo, e gli dissi "professore, senta... io sono veramente scoraggiato. Non riesco a capire. Sono scoraggiato. Mi scusi". Lui mi disse delle parole di conforto che non ricordo.

Tornai a casa e passai una giornata terribile. Il giorno seguente avevo un altro appuntamento con lui. Mi sedetti, incominciammo a lavorare, e -non so come né perché- mi accorsi che qualcosina stavo capendo! Allora iniziai a fare domande, e capivo sempre più, e più domandavo, più capivo, ed ero felice come se avessi visto Dio. Lo trattenni ben oltre le due ore di lezione, perché a quel punto volevo sapere tutto.

Ci vedemmo svariate altre volte, ed era bellissimo. Mi giravo l'ASM in mano come fosse stato un cubo di Rubik di cui avveo scoperto il segreto. All'esame presi 28, ma solo perché mi interrogò il professore, noto per la sua severità (non gli risposi sul teorema di Frobenius, quando l'ho visto nell'appendice al libro l'ho lasciato lì pensando "ma figurati se mi chiede il teorema di Frobenius dall'appendice!"). Con qualsiasi dei suoi assistenti avrei preso 30.

Perché questa lunga storia: perché la storia dimostra come, quando ci si sente persi, basta ammetterlo a sé stessi e molte volte il nodo si scioglie, da solo e senza dolore. Quel senso di cui parlavo ieri alla fine del post si è sciolto in una splendida, magnifica idea, che ora devo "solo" riuscire a tradurre in pratica (non è facile, ma è un punto di partenza).

Anche molti film sono così, e sono i miei finali preferiti: l'Esorcista, il Sesto Senso, solo per dire i primi due che mi vengono in mente.
Quindi, dopo avervi raccontato questa storia edificante ed educativa, vado a lavorà

26 luglio 2010

Makkekomiko!

Brevi aggiornamenti dal mondo del cabaret:
Venerdi 30 sono di nuovo in scena al
Makkekomiko di Mago Mancini, nella sua versione estiva all'Isola del cinema (isola Tiberina).
Proverò il pezzo per la semifinale di Grottammare, se ho tempo ci attacco anche quello per l'eventuale finale.

Sto montando i pezzi proprio in questi giorni. Ho la sensazione che mi stia sfuggendo qualcosa, che ci sia qualcosa di evidente sotto i miei occhi che non sto vedendo. Non lo so perché. Non è bello.

24 luglio 2010

La Pianta

La serata al Makkekomico ieri è andata bene, il nuovo personaggio mi diverte.
Era la prima volta che andavo in scena con un monologo non di satira (se escludiamo gli sketch corali tipo Monty Pythons o quelli improvvisati), l'esperimento ha funzionato, ne farò altri.
L'obiettivo è, entro Capodanno, avere uno spettacolo tutto mio, e debuttare con un Buzza show di satira, personaggi come quello di ieri, canzoni (una e mezzo sono già scritte e provate), e forse anche qualche "sketch esemporaneo" (devo chiamarli ancora così) con gli Orvieto 4.5.

Oggi e domani, invece, ci sono le riprese de "La Pianta". Ricordate, il cortometraggio? Ancora non è finito. Faremo riprese tutto oggi e tutto domani, qualcosa ad agosto, e chiuderemo.
Ho visto un po' di premontato che ha fatto il regista per farsi un'idea, e sta venendo un po' meglio di come ce lo eravamo immaginati.

Comunque, ieri sera tornando a casa riflettevo su una cosa: nel mese di luglio sono stato in scena una sera sì e una sera no (se includiamo anche le prove, allora TUTTE le sere), sempre con cose diverse: di questo luglio ricorderò il caldo, il palco, e il faro puntato in faccia. Non ho mai visto nessuno lavorare così alacremente come attore/comico/improvvisatore/cabarettista/presentatore-moderatore, e -pensate!- non prendere un solo euro!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Lavoro indefesso. Poco inde.

permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 24/7/2010 alle 8:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

23 luglio 2010

Finalmente uno studio scientifico che lo dimostra!!!

Io lo sostengo da anni, adesso dei ricercatori australiani l'hanno provato scientificamente.
Ecco l'articolo.

Una errata corrige per quanto riguarda lo spettacolo di stasera:per problemi tecnici non si terrà più al Circolo degli Artisti, ma all'interno della rassegna Isola del Cinema (isola Tiberina).
Costo di ingresso 3 euro.

22 luglio 2010

Libro Spinoza

Ieri la presentazione del libro di Spinoza è andata benissimo.
Sul palco c'erano
Stefano Andreoli ed Alessandro Bonino, i creatori/curatori del blog e del libro, e io in veste di moderatore.
Abbiamo chiacchierato un'oretta di attualità, di Berlusconi, del PD, e di qualsiasi altra cosa ci venisse in mente, e alla fine le copie del libro sono andate esaurite nel giro di cinque minuti.
Inutile dire che il libro ve lo consiglio: raccoglie il meglio di due anni di battute scritte da circa un centinaio di autori e selezionate da Stefano e Alessandro, quindi il meglio del meglio.

Per il resto, domani sera sono in scena al Circolo degli Artisti all'interno di questa rassegna con un monologo fenomenale che, per una volta tanto, non c'entra niente con la satira.

Da ultimo, vorrei segnalarvi due articoli molto interessanti:
Questo, sul Festival dell'Errore che è in corso a Parigi, per insegnare ai bambini a sbagliare, perché solo sbagliando mille volte diventeranno dei grandi geni;
e
questo, di Beppe Severgnini sul Corriere, contro i "forzati del divertimento", in cui sostiene che la ricetta migliore per le vacanze, ogni tanto, è annoiarsi.  Contro il "divertimento continuo e obbligatorio".

si vive di ricordi, signori, e di giochi
d'abbracci sinceri, di baci e di fuochi
di tutti i momenti, tristi e divertenti
e non di momenti tristemente divertenti!

21 luglio 2010

P3

Ciao a tutti,
prima di tutto scusatemi se in questi giorni sto un po' latitando dal blog.

I motivi sono tre: il primo è il caldo, che mi toglie la voglia di fare qualsiasi cosa.
Il secondo è che incredibilmente, ho da fare di più a luglio-agosto che nel resto dell'anno.
Il terzo è che non voglio riempire il blog di vicende personali, e quelle politiche ultimamente meritano meno commenti, in quanto si commentano da sole.

Prendiamo ad esempio il caso P3. Era urgente parlarne quando nessuno sapeva niente, ma adesso che è esploso il bubbone, che non si parla d'altro, che Carboni è in custodia cautelare, che Marra è stato trasferito, che Verdini è nella merda fino al collo, che Dell'Utri ha preso 7 anni in appello ed è stato subito ri-indagato, che Berlusconi è veramente finito, che i pm di Caltanissetta hanno detto che stanno per scoprire la verità sulla strage di via D'Amelio e che "la politica non ne reggerà il peso", rimane solo da stare alla finestra a guardare.
E' per questo che scrivo meno: perché sto alla finestra a guardare. Sento delle indagini, degli arresti, delle goffe e scomposte reazioni della politica, e godo.
Ho costantemente la sensazione "finalmente sta venendo giù tutto". Ogni singolo pezzo che cade mi dà un piacere intenso.
Non sento il bisogno di commentare, di giudicare, di avvertire, di analizzare, perché finalmente tutto questo sta avvenendo pubblicamente.
Sta cadendo Berlusconi, sta cadendo il berlusconismo, e lo sputtanamento ormai è pubblico e quotidiano. Neanche Minzolini riesce più a nasconderlo, e i suoi patetici tentativi lo rendono più ridicolo di Fede.

L'ultimo tassello che manca, e che spero venga presto, è che Berlusconi cadendo si porti dietro anche chi l'ha tenuto in vita per tutti questi anni: D'Alema, e mezzo Pd. Solo a quel punto riusciremo a fare un discorso politico serio.

Per il resto, siamo già nel pieno post-Berlusconi: a destra, Fini. A sinistra, ormai ufficialmente, Vendola. Che, in quanto sua prosecuzione politica, forse riuscirà dove non è riuscito Bertinotti. 
Come nella migliore tradizione del centrosinistra, Vendola è già osteggiato da Di Pietro, a causa vecchie ruggini perché nel congresso Rifondazione di Chianciano, in cui Vendola si scisse da Ferrero creando SL, uno dei motivi della spaccatura era proprio l'ostilità di Vendola a Di Pietro, etichettato come uomo di destra. Oltre naturalmente che per liti sulle leadership personali.

Cosa dire di più? Stiamo alla finestra e guardiamo.


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permalink | inviato da Pierpaolo Buzza il 21/7/2010 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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